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Scoperto il materiale utilizzato all’interno dei cerchioni: si chiama Polysil

Posted by on Ott 30, 2013 in PRESS | 0 comments

Si sta parlando tantissimo da qualche gara del rivestimento che alcuni top team stanno utilizzando all’interno dei cerchioni. A f1analisitecnica è arrivata una soffiata che ci indica finalmente di cosa si tratta. Il materiale utilizzato è una sorta di vetro liquido con pigmento nero opacizzante che viene utilizzato per migliorare la conducibilità termica. L’unico produttore mondiale di questo innovativo prodotto è la Nanopront e il prodotto si chiama Polysil. Si tratta di un rivestimento a base di silicio atomico con caratteristiche rivoluzionarie che permette la protezione del substrato ricondizionando la struttura superficiale. Con uno strato di pochi micron ad elevata durezza superficiale (9H) ,le superfici presentano anche una elevata resistenza all’abrasione.Questa “vetro liquido” pesa il 95% di una normale pittura e ha una resistenza alla temperatura di 1100°C. Attualmente le verniciature di una ruota di Formula 1 pesano dai 65 ai 85 grammi. Grazie a questo prodotto la verniciatura pesa solamente 5 grammi e oltre a migliorare la conducibilità termica ha dato un miglioramento di 3 punti al CFD in quanto vengono generate meno turbolenze.

[Fonte: f1analisitecnica.com]
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Mercedes usa Polysil dall’inizio della stagione

Posted by on Ott 30, 2013 in PRESS | 0 comments

Abbiamo già parlato del nuovo materiale “Polysil” usato nel rivestimento di ruote, e del fatto che per la prima volta è stato usato dalla Mercedes in estate. Gli ingegneri Mercedes hanno iniziato ad utilizzare la nuova copertura per le ruote posteriori in estate, ma la parte anteriore che è stato utilizzato fin dall’inizio della stagione. Questo rivestimento è stato progettato da Nanoprom società italiana, finora disponibile solo in esclusiva per OZ Racing ed i suoi clienti.

Dan Fife, F1Life.ru Omnicorse.it

[Fonte: f1life.ru]
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Un nuovo materiale si affaccia in F1: Polysil + A.D.N.C

Posted by on Ott 30, 2013 in PRESS | 0 comments

Dopo la notizia data in anteprima da F1analisitecnica, poi ripresa da altri siti, sull’uso del Polysil da parte di OZ Racing per verniciare i propri cerchioni (Scoperto il materiale utilizzato all’interno dei cerchioni: si chiama Polysil), siamo pronti a dare un’altra importante esclusiva.

Il Polysil, realizzato dalla ditta Nanoprom di Sassuolo, nella prossima stagione verrà impiegato in tantissime aeree grazie ad un particolare processo chiamato A.D.N.C (Anodizzazione Dura, Nanotubi di Carbonio con ag). Questo particolare processo che spiegherò di seguita potrà andare a sostituire tutte le situazioni in cui si viene usata l’anodizzazione dura e in tutti quei componenti che hanno esigenza di resistere all’attrito (Kers, alcune componenti motore, cambio, ecc).
Ancora non mi è dato sapere se questo sistema sarà concesso in esclusiva soltanto ad un team oppure se potrà essere usato da chi lo ritenga necessario.
Andiamo, prima di tutto a spiegare cosa si intende per “Ossidazione Anodica Delle leghe di Alluminio”. Le leghe di alluminio a causa della loro scarsa durezza hanno una superficie estremamente vulnerabile al graffio ed all’usura abrasiva, inoltre tendono ad ossidarsi spontaneamente innescando anche pericolosi fenomeni di corrosione, sia diffusa che localizzata (Pitting), per questa ragione sui corpi di alluminio si prevede sempre una protezione : verniciatura,cromatura,nichelatura ,ossidazione anodica, ecc. L’Ossidazione Anodica è per le leghe a base alluminio il trattamento protettivo più congeniale e sicuro fra tutti gli altri perché è inasportabile. Infatti l’alluminio della base si trasforma, durante il processo galvanico, in ossido di alluminio (Al2O3), generando uno strato protettivo di tipo ceramico molto duro, refrattario al calore ed inasportabile. I cristalli dell’ossido di alluminio (Al2O3) hanno una struttura esaedrica molto dura e compatta con un foro capillare al centro degli esaedri che penetra quasi fino alla base degli stessi. Purtroppo la porosità dei cristalli dell’ossido anodico costituisce un vero e proprio difetto che ne limita le applicazioni, specie nei casi in cui le superfici siano soggette a sfregamento o debbano lavorare in ambienti corrosivi in quanto la base di alluminio viene a contatto, attraverso i pori, con l’ambiente corrosivo esterno. I ricercatori della società Nanoprom Chemical hanno studiato la possibilità di sigillare i pori dei cristalli degli ossidi anodici, mediante uno speciale processo galvanico impiegando ioni Ag+, trasformando così quello che era considerato un difetto, porosità,in un pregio in quanto queste costituiscono piccoli serbatoi per gli ioni Ag+ , risultando così uniformemente distribuiti sulla superficie e permanentemente presenti durante l’usura delle stesse. Si è visto poi che il connubio fra lo strato di ossidi anodici con la sigillatura dei pori con gli ioni Ag+ conferisce al coating “ADNC” non soltanto straordinarie proprietà antibatterio ed antimuffa ma anche altri eccellenti requisiti, in particolare, se si crea un connubio tecnologico tra il Polysil di Nanoprom e il trattamento “ADNC”, Si arriva ad avere dei Materiali fino ad oggi Insperati nel Mondo Industriale:
– Anticorrosione; – Elevata resistenza all’usura abrasiva; – Antistaticità, antiaderenza e scorrevolezza; – Elevata conducibilità termica e dispersione calorica Senza dimenticare l’elevata durezza e la refrattarietà al calore che sono caratteristiche proprie degli ossidi anodici. Pertanto il coating ADNC in combinazione di una appropriata lega leggera può essere considerato, da parte dei progettisti, un vero e proprio nuovo materiale e può rappresentare una valida alternativa sia a materiali costosi come leghe di Titanio o acciai inox o ad acciai rivestiti di coating blasonati e costosi come TIN – PVD– CVD – Cromo duro – Nichel chimico – Nichel-Teflon etc.
[Fonte: http://www.f1analisitecnica.com]
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Esclusivo: la Nanoprom lancia il Q.R.S per i cerchi!

Posted by on Ott 30, 2013 in NEWS, PRESS | 0 comments

Dopo il Polysil l’engineering sassuolese propone un altro prodotto per scaldare le gomme nel warm up

Dopo aver fornito all’OZ Racing il Polysil, la pellicola in silicio formata da nanotecnologie che permette di trattenere il calore del cerchio con l’obiettivo di mandare subito in temperatura le gomme nel primo giro di ogni stint (qualifica e gara), la Nanoprom, azienda di Sassuolo, ha già studiato un’interessante evoluzione del tema: il Quantum Radial System. Finora i tecnici hanno lavorato solo nella faccia esterna del cerchio, ma dentro al canale, facendo in modo che il calore generato dall’impianto dei freni si dissipi (la ruota arriva a picchi di temperatura che raggiungono i 200 gradi) evitando che ci sia lo smaltimento più rapido possibile grazie alle apposite canalizzazioni. Con le attuali gomme Pirelli il cerchio ha assunto una funzione secondaria che Gp dopo Gp prende sempre più importanza.

VETRO LIQUIDO L’applicazione è semplice: si spruzza il “vetro liquido” sul cerchio e si crea una pellicola di pochi micron (al tatto non si sente alcuno scalino fra la parte trattata e quella “nuda”) che, oltre a garantire una limitata conducibilità termica, associa un’elevata resistenza all’abrasione grazie alla durezza superficiale di questo materiale che offre anche un piccolo vantaggio aerodinamico visto che riduce le turbolenze generate nel cerchio per la rotazione della ruota. Senza dimenticare che la verniciatura tradizionale di una ruota di F.1 necessita di almeno 65 grammi di vernice, mentre con Polysil bastano appena 5 grammi!

NANOPROM FUCINA DI IDEE Ora a Sassuolo i geniali tecnici della Nanoprom diretti da Gianluca Falleti hanno studiato un nuovo trattamento che è finalizzato ad incrementare la temperatura nella faccia interna del cerchio: nell’immagine esclusiva che vi proponiamo, infatti, si vede il Quantum Radial System che è stato spruzzato con il potere di avere un’alta conducibilità termica. L’esatto contrario del Polysil! I test svolti hanno dimostrato un netto miglioramento del “warm up” nel cerchio e di conseguenza della gomma. Anche in questo caso sono state usate delle nanotecnologie (c’è chi pensa che si siano anche materiali di natura aerospaziale e militare!) ma senza avere come elemento di partenza il silicio.

NON C’E’ SOLO IL POLYSIL Di che si tratta? Per il momento la curiosità del Q.R.S. non può essere soddisfatta, perché il nuovo materiale è ancora top secret, ma sono diverse le squadre di Formula 1 che hanno già mostrato un grande interesse per questa innovazione tutta italiana. Qual è l’aumento di temperatura che si può ricavare da questo trattamento? Gli esperimenti sono iniziati con un guadagno di cinque gradi, ma i test svolti successivamente stanno portando a valori più significativi, tanto più che sarebbe possibile generare più calore laddove il progettista ne ha più bisogno.

COSTRUTTORI INTERESSATI Insomma, la sensazione è che la Nanoprom non voglia essere un’azienda che si voglia limitare ad offrire solo prodotti rivoluzionari, ma ha anche l’ambizione con la sua engineering di diventare consulente dei Costruttori, per sviluppare altre applicazioni che possono dare vantaggi prestazionali alle monoposto che rappresentano il massimo dell’espressione tecnologica moderna…

[Fonte: omnicorse.it]
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GP. Corea: anche la Ferrari usa il Polysil

Posted by on Ott 28, 2013 in PRESS | 0 comments

Ve ne avevo già parlato prima del Gp di Singapore sull’uso del Polysil nei cerchioni per cercare di portare alla giusta temperatura in breve tempo gli pneumatici Scoperto il materiale utilizzato all’interno dei cerchioni: si chiama Polysil. Dalle immagini viste quest’oggi ai box della Corea possiamo notare che anche la Ferrari usa questo materiale che viene prodotto da una ditta di Sassuolo che si chiama Nanoprom. ll materiale utilizzato è una sorta di vetro liquido con pigmento nero opacizzante che viene utilizzato per migliorare la conducibilità termica ed è nato principalmente per il mercato destinato alla nautica. Si tratta di un rivestimento a base di silicio atomico con caratteristiche rivoluzionarie che permette la protezione del substrato ricondizionando la struttura superficiale. Con uno strato di pochi micron ad elevata durezza superficiale (9H) ,le superfici presentano anche una elevata resistenza all’abrasione. Questa “vetro liquido” pesa il 95% di una normale pittura e ha una resistenza alla temperatura di 1100°C. Attualmente le verniciature di una ruota di Formula 1 pesano dai 65 ai 85 grammi. Grazie a questo prodotto la verniciatura pesa solamente 5 grammi e oltre a migliorare la conducibilità termica ha dato un miglioramento di 3 punti al CFD in quanto vengono generate meno turbolenze.

[Fonte: F1AnalisiTecnica.com]
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