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Vela, l’imbarcazione triestina “Azteca” vince il trofeo nazionale 1001VELAcup

Posted by on Ott 7, 2015 in PRESS | Commenti disabilitati su Vela, l’imbarcazione triestina “Azteca” vince il trofeo nazionale 1001VELAcup

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Nelle acque antistanti a Rimini si è svolta la nona edizione di “1001VELAcup“, trofeo che vede coinvolti studenti di diverse università italiane. L’evento appena concluso ha visto partecipare 13 imbarcazioni rappresentanti 8 atenei italiani.

L’Università degli Studi di Trieste, rappresentata dall’Associazione Maya Technology Trieste, ha partecipato con l’imbarcazione AZTECA condotta da Marco Meloni (timoniere) ed Elisa Iaiza (prodiere) e supportata dallo shore-team formato dagli studenti Riccardo Pigazzini, Alex Gergic, Simone Martini e Andrea Bazzu.

Quest’anno il team si è nuovamente imposto come vincitore, riconfermando la superiorità tecnica e prestazionale dimostrata anche nelle due precedenti edizioni di “1001VELAcup”, ottenendo 5 vittorie su 5 regate disputate e difendendo per con successo il Trofeo 1001VELAcup per la seconda volta.

Vincere questo campionato per tre anni consecutivi è motivo di grande soddisfazione personale per il team che da anni investe tempo e risorse in questo progetto. Il successo di questo progetto porta inoltre l’ateneo di Trieste a essere il riferimento in questa competizione nautica di prestigio.

AZTECA, in seguito alla terza vittoria consecutiva in questa competizione che mette a confronto progetti e team universitari, consolida il record di imbarcazione maggiormente premiata nella storia del Trofeo, ottenendo nei quattro anni di partecipazione i seguenti premi: skiff dell’anno 2012; Trofeo 1001VELAcup 2013; Trofeo Paolo Padova 2013; Trofeo 1001VELAcup 2014; Trofeo 1001VELAcup 2015.

Durante le premiazioni tenutesi nella sede del Club Nautico Rimini, gli studenti triestini hanno ricevuto dal Presidente dell’associazione 1001VelaCup Massimo Paperini la coppa e il trofeo che saranno chiamati a difendere nel 2016. Seconda e terza classificata risulta l’Università di Padova.
Gli ottimi risultati hanno confermato la bontà di un progetto didattico frutto di mesi di lavoro e di numerose tesi di laurea degli studenti dell’Associazione M.T.T. Giorgio Burella e gli ex-studenti fondatori Roberto Dalle Molle e Andrea Tilotti.
La vittoria è stata possibile grazie anche al prezioso contributo dei professori Rosato Paolo, Biot Marco, Contento Giorgio, Marson Iginio, Zotti Igor, all’ing. Trevisan Franco, al sig. Druscovich Flavio, e anche grazie ai supporter tecnici DeWalt, Top Glass, Euroresins, Antonini Legnami, Società Triestina della Vela, Ullman Sails, Nanoprom e soprattutto al Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste, il cui contributo è stato fondamentale per rendere possibile la realizzazione di “Azteca” da parte dell’Associazione M.T.T. Maya Technology Trieste.

[Fonte: triesteprima.it]

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La Nanoprom nei box della Williams in Ungheria

Posted by on Set 12, 2015 in PRESS | Commenti disabilitati su La Nanoprom nei box della Williams in Ungheria

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La Nanoprom nei box della Williams in Ungheria

La Williams non ha brillato nel Gp di Ungheria, una pista poco adatta alle caratteristiche della FW37, una monoposto che si esalta sui tracciati veloci grazie all’eccellente efficienza aerodinamica, ma che va un po’ in crisi sulle piste dove serve un alto carico aerodinamico. Eppure la squadra di Grove sta lavorando sodo per migliorare le prestazioni della bianca monoposto guidata da Felipe Massa e Valtteri Bottas.

Nel box magiaro della Williams venerdì è stato sorpreso il titolare della Nanoprom, Gian Luca Falleti, l’azienda di Sassuolo che si occupa di nanotecnologie. Cosa sta preparando l’ideatore del Polysil per la squadra di Sir Frank? Nessuno ha voluto parlare, ma cosa potrebbe nascere con il team diretto da Claire Williams? Non è dato sapere quali saranno le nuove applicazioni nanotecnologiche che l’area di Ricerca e sviluppo della società emiliana è pronta a lanciare nel Circus.

Nella terza generazione del Polysil, Falleti è riuscito ad annullare l’adesione dei murble, i residui di gomma caldi che restano attaccati ai cerchi. È stato calcolato che si evita un aumento di peso di circa 1 kg per le quattro ruote nell’arco di uno stint di gara, mantenendo le superfici pulite, ed evitando che si generino dannose turbolenze in un’area che ha assunto una importante funzione aerodinamica. Quale sarà il nuovo sviluppo?

[Fonte: omnicorse.it]

 

 

 

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Un rivestimento speciale per i cerchi controlla le temperature delle gomme

Posted by on Lug 15, 2015 in PRESS | Commenti disabilitati su Un rivestimento speciale per i cerchi controlla le temperature delle gomme

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Enzo Ferrari asseriva che i costruttori inglesi non dovessero fregiarsi del titolo di costruttori in quando non facevano tutto in casa ma compravano i componenti dai migliori fornitori sul mercato usando l’appellativo di Garagisti. Il vecchio Drake sapeva anche che con le modifiche meccaniche si guadagnano decimi ma con le gomme che lavorano bene puoi recuperare anche i secondi. In ogni modo anche un costruttore totale come la Ferrari e Mercedes deve fare i conti con alcuni componenti che per forza di cose deve comprare. Le gomme e i cerchi su cui calettano. La differenza sta anche nello scegliere i migliori fornitori che offrono il migliore materiale e la migliore tecnologia possibile.

Tutto ciò per spiegare che sia la Mercedes ma anche la Redbull poi hanno utilizzato un particolare rivestimento superficiale per l’ interno dei loro cerchi. Come di vede nella foto a sinistra c’è un cerchio Mercedes con un rivestimento nero con delle alette e a destra quello RedBull con un rivestimento nero uguale ma con una serie di piccole fossette. Questo rivestimento è stato creato da un produttore italiano la Nanoprom, ed è una vernice superficiale a base di un componente chiamato Polisyl. In pratica è si tratta di un rivestimento superficiale che protegge le superfici che si usurano dagli agenti atmosferici e anche usato sulle barche migliora nettamente la penetrazione nell’acqua per la riduzione dell’attrito si dice che questa vernice sia usata anche per la carrozzeria della Redbull per migliorare la penetrazione aerodinamica.

Usare questo prodotto su un cerchio da formula 1 ha la funziona di stabilizzare e aumentare il deflusso di aria calda dai freni all’interno del cerchio stesso verso l’esterno raddrizzando le turbolenze che in quella zona dono enormi. Un flusso controllato all’interno della ruota consente di tenere anche sotto controllo la temperatura del cerchio in magnesio. Siccome il magnesio è un ottimo conduttore termico il calore viene direttamente trasferito alle gomme con tutti i danni che si conoscono. Va da se che controllare i flussi non vorticosi può anche permettere alle scuderie di avere i cerchi nelle temperature desiderate per far funzionare il cerchio come una sorta di termocoperta interna in gara in funzione in base alle esigenze.

La thermal camera nella foto, mostra come la RedBull usi questa vernice protettiva e le fossette interne per tenere la temperatura costante in curva togliendo più in fretta aria calda verso l’esterno. Come si vede nelle immagini in alto, una curva affrontata da Vettel ad Austin la temperatura ad ingresso curva è maggiore che nella fase finale della curva dove invece dovrebbe essere più alta per lo sforzo in curva. Ma la cosa sorprendente è l’utilità di questa vernice sui rettilinei come si vede nella parte bassa della foto con gomme calde anche sul dritto. Unite alle lemelle e alle fossette il flusso aria può essere controllato nella sua eliminazione o stagnazione. Se si riesce a controllare la velocità di deflusso dell’aria calda dai freni si tengono caldi i cerchi anche sui lunghi rettilinei. Viene da se che se un cerchio resta caldo anche la gomma che rimane sopra viene tenuta calda e in ingresso di curva si ha la temperatura ideale mentre le altre vetture Ferrari in testa entrano in curva a gomme fredde con un evidente perdita di grip e poi scaldano troppo non potendo controllare le temperature al centro curva. Un sistema del genere per quanto semplice può anche portare vantaggi in termini di tempo sul giro anche dell’ordine di otto decimi in determinati tracciati. In effetti torniamo al discorso di partenza se lavorano bene le gomme Pirelli si guadagna molto di più di qualsiasi diavoleria meccanica o aerodinamica. Il fatto che questa azienda la Nanoprom sia in terra Emiliana e i suoi effetti benefici li hanno scoperti prima in UK dalle aziende come Mercedes e RedBull, la dice lunga sul fatto che non ha senso costruirsi tutto da soli se poi si trascurano certi dettagli che fanno un enorme differenza.

Daniele Amore

[Fonte: giornalemotori.com]

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La Lotus vernicia il Polysil all’interno dei cerchi-Oz

Posted by on Gen 19, 2016 in PRESS | Commenti disabilitati su La Lotus vernicia il Polysil all’interno dei cerchi-Oz

La Lotus cerca di risalire la china del mondiale Costruttori: la squadra di Enstone è solo ottava con appena otto punti nel carniere e conta nella seconda parte della stagione di dare un’inversione di tendenza alla sua stagione disastrosa, pesantemente condizionata dalla power unit Renault.

In Ungheria nei cerchi della E22 era stato verniciato il Polysil anche nella parte interna delleruote Oz per migliorare lo scambio termico con le gomme Pirelli, allargando l’utilizzo che solitamente si limita all’esterno. Nell’immagine Nugnes si notano anche i sensori che rilevano la temperatura del cerchio e all’interno delle gomme. La stessa soluzione sarà usata anche a Spa-Francorchamps per il Gp del Belgio.

[Fonte: omnicorse.it]

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Williams: vorticatori di flusso nel cerchio posteriore

Posted by on Apr 19, 2015 in PRESS | Commenti disabilitati su Williams: vorticatori di flusso nel cerchio posteriore

Nelle ruote della FW37 non c’è solo la verniciatura con il nero, ma anche una fascia metallica

La Williams vuole cercare di recuperare il terreno sulla Ferrari e in Bahrein ha portato alcune soluzioni interessanti: nella foto Effe 1 Tech si osserva il cerchio OZ della FW37 che, oltre a essere rivestita dalla vernice nera in silicio nanostrutturato che permette il trasferimento di calore dai freni alle gomme, mantenendo costante la temperatura corretta di utilizzo, mostra una fascia di vorticatori di flusso che hanno sostituto le diverse zigrinature che abbiamo visto l’anno scorso su diverse monoposto (Ferrari, Mercedes e Red Bull Racing). I vorticatori hanno una funzione aerodinamica per la migliore estrazione dell’aria calda e evitano l’adesione dei trucioli di gomma Pirelli.

[Fonte: Omnicorse.it]

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