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Cinco equipes devem disputar a temporada de 2016 com rodas composta de Polysil

Posted by on Gen 26, 2016 in PRESS | Commenti disabilitati su Cinco equipes devem disputar a temporada de 2016 com rodas composta de Polysil

De acordo com a imprensa italiana, Ferrari, McLaren-Honda, Mercedes, Williams e Red Bull Racing optaram por trocar a fibra de magnésio pela substância de nanotecnologia para dissipar o calor existentes nos pneus.

Polysil

Pelo menos cinco equipes do atual grid da Fórmula 1 devem disputar a temporada de 2016 com rodas 100% compostas da nova versão de Polysil. Quem informou isso foi a revista italiana ‘Omnicorse’, que ainda destacou a informação foi obtida através de uma fonte ligada a Nanoprom – a única empresa no mundo capaz de produzir este tipo de substância.

Entre os times relacionados com a Nanoprom, a revista destacou a Ferrari, McLaren-Honda, Williams, Mercedes e Red Bull Racing (RBR). Eles devem trocar a antiga roda de fibra de magnésio pela mesma peça fabricada com ‘Polysil Gold’, que é um composto de nanotecnologia cuja função é ajudar dissipar o calor existente nos pneus – aumentando assim, o seu tempo de vida dentro da pista.

A revista destaca que o campeonato de 2016 é o primeiro em que cinco equipes devem utilizar o Polysil nas rodas das suas máquinas. Em 2015, apenas Red Bull, Ferrari e Mercedes fizeram pequenos testes com esta substância de nanotecnologia.O artigo publicado nesta terça-feira (12) explica que a Sauber, Scuderia Toro Rosso (STR), Manor F1 Team, Haas F1 Team, Force India e Lotus-Renault deve continuar utilizando a antiga versão de roda composta de fibra de magnésio. Essas equipes apresentaram interesse no produto, mas não tiveram condições financeiras para fechar contrato com a Nanoprom na temporada de 2016.

Inclusive, no ano passado, Adrian Newey afirmou que os carros da Fórmula 1 devem trocar o chassi composto de fibra de carbono pelo Polysil – que é cinco vezes mais leve e chega ser 20 vezes mais compacto e resistente a impactos.

Apesar do sonho de Newey, que deseja ver a Red Bull com carros completamente feitos com Polysil, o maior desafio é a produção desta substância. 1 kg deste composto de nanotecnologia custa o mesmo valor de 100 kg de fibra de carbono, o que aumentaria de forma significante o custo na construção do carros.

[Fonte: f1team.leiaja.com]

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Formula 1 d’oro nel 2016: i cerchi saranno dorati

Posted by on Gen 26, 2016 in PRESS | Commenti disabilitati su Formula 1 d’oro nel 2016: i cerchi saranno dorati

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Dei gioielli di tecnologia non potevano non avere delle tracce di oro. La Formula 1 si tinge di oro dal prossimo anno. LaNanoprom, azienda di Sassuolo che produce i cerchi delle gomme, ha annunciato la novità che dovrebbe essere testata già a Barcellona nei test invernali per poi essere portata in gara. Il nuovo materiale, dorato appunto con cui saranno verniciati i cerchi delle F1 è un nuovo prodotto che è stato chiamato Polysil Gold e che ha il merito di rendere ancora migliore la possibilità di scaldare la ruota in magnesio, aumentando lo scambio termico e rendere da subito più efficiente lo pneumatico Pirelli.

[Fonte: sportevai.it]
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Polysil Gold: i cerchi all’interno non saranno più neri

Posted by on Gen 23, 2016 in PRESS | Commenti disabilitati su Polysil Gold: i cerchi all’interno non saranno più neri

La Nanoprom lancia un nuovo prodotto che contiene una minima parte di oro. Perché così…

Le squadre top di Formula 1 nel 2016 non avranno i cerchi con la parte interna verniciata di nero. Questo non vuole dire che i team abbiano rinunciato alla possibilità di scaldare la ruota in magnesio, aumentando lo scambio termico che consente di aumentare molto in fretta la pressione di gonfiaggio del pneumatico Pirelli. La Nanoprom, azienda di Sassuolo che si è messa in luce nel Circus grazie al Polysil, ha messo a punto un nuovo prodotto che è stato chiamato Polysil Gold.

Si tratta di un’importante evoluzione che si vedrà ai test invernali di Barcellona: i nuovi test di trasmittanza termica hanno evidenziato che si può ottenere un risultato quasi doppio di quello ottenuto in precedenza grazie al basso gloss del colore nero. La Nanoprom, infatti, ha inserito nella formula nuovi nanomateriali: il fatto che ci sia anche una piccola percentuale di oro ha permesso di nominare il nuovo prodotto, Polysil Gold.

L’azienda di Gian Luca Falleti sta avviando un nuovo impianto di produzione di nanomateriali che la pone all’avanguardia in campo nazionale, pur senza rinunciare alle partnership mondiali che sono in atto. La Nanoprom in questo modo avrà la capacità di testare i nuovi additivi nella massima segretezza e celerità, due caratteristiche indispensabili per chi lavora in Formula 1.

Entro fine aprile, infatti, verrà inaugurata la Divisione Nanocenter che diventerà un centro di ricerca con le più avanzate attrezzature in materia di nanomateriali, potendo contare sulla collaborazione di alcune Università Italiane e il “Ciclope” il centro di misurazione fluidodinamica del C.N.R. che ha nel professor Alessandro Talamelli il suo cardine.

[Fonte: omnicorse.it]

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GP Ungheria: Analisi Tecnica

Posted by on Ago 23, 2014 in NEWS, PRESS | Commenti disabilitati su GP Ungheria: Analisi Tecnica

GP Ungheria: Analisi Tecnica

Scopriamo le principali novità tecniche viste all’Hungaroring

Andiamo ad analizzare, tutte le modifiche tecniche viste in pista, sul tracciato ungherese dell’Hungaroring.

Red Bull
Nuova ala anteriore studiata per massimizzare la deportanza al’avantreno. Rispetto alla Germania è stata cambiato il disegno del terzo fap supplementare (1) con un aumento della corda ed è stata parzialmente chiusa la soffiatura (2) presente tra il profilo principale ed il primo flap.
Al retrotreno è stata aggiunta una soffiatura (3) sulla parte alta della deriva verticale (si è passati da tre a quattro soffiature).

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Vela, l’imbarcazione triestina “Azteca” vince il trofeo nazionale 1001VELAcup

Posted by on Ott 7, 2015 in PRESS | Commenti disabilitati su Vela, l’imbarcazione triestina “Azteca” vince il trofeo nazionale 1001VELAcup

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Nelle acque antistanti a Rimini si è svolta la nona edizione di “1001VELAcup“, trofeo che vede coinvolti studenti di diverse università italiane. L’evento appena concluso ha visto partecipare 13 imbarcazioni rappresentanti 8 atenei italiani.

L’Università degli Studi di Trieste, rappresentata dall’Associazione Maya Technology Trieste, ha partecipato con l’imbarcazione AZTECA condotta da Marco Meloni (timoniere) ed Elisa Iaiza (prodiere) e supportata dallo shore-team formato dagli studenti Riccardo Pigazzini, Alex Gergic, Simone Martini e Andrea Bazzu.

Quest’anno il team si è nuovamente imposto come vincitore, riconfermando la superiorità tecnica e prestazionale dimostrata anche nelle due precedenti edizioni di “1001VELAcup”, ottenendo 5 vittorie su 5 regate disputate e difendendo per con successo il Trofeo 1001VELAcup per la seconda volta.

Vincere questo campionato per tre anni consecutivi è motivo di grande soddisfazione personale per il team che da anni investe tempo e risorse in questo progetto. Il successo di questo progetto porta inoltre l’ateneo di Trieste a essere il riferimento in questa competizione nautica di prestigio.

AZTECA, in seguito alla terza vittoria consecutiva in questa competizione che mette a confronto progetti e team universitari, consolida il record di imbarcazione maggiormente premiata nella storia del Trofeo, ottenendo nei quattro anni di partecipazione i seguenti premi: skiff dell’anno 2012; Trofeo 1001VELAcup 2013; Trofeo Paolo Padova 2013; Trofeo 1001VELAcup 2014; Trofeo 1001VELAcup 2015.

Durante le premiazioni tenutesi nella sede del Club Nautico Rimini, gli studenti triestini hanno ricevuto dal Presidente dell’associazione 1001VelaCup Massimo Paperini la coppa e il trofeo che saranno chiamati a difendere nel 2016. Seconda e terza classificata risulta l’Università di Padova.
Gli ottimi risultati hanno confermato la bontà di un progetto didattico frutto di mesi di lavoro e di numerose tesi di laurea degli studenti dell’Associazione M.T.T. Giorgio Burella e gli ex-studenti fondatori Roberto Dalle Molle e Andrea Tilotti.
La vittoria è stata possibile grazie anche al prezioso contributo dei professori Rosato Paolo, Biot Marco, Contento Giorgio, Marson Iginio, Zotti Igor, all’ing. Trevisan Franco, al sig. Druscovich Flavio, e anche grazie ai supporter tecnici DeWalt, Top Glass, Euroresins, Antonini Legnami, Società Triestina della Vela, Ullman Sails, Nanoprom e soprattutto al Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste, il cui contributo è stato fondamentale per rendere possibile la realizzazione di “Azteca” da parte dell’Associazione M.T.T. Maya Technology Trieste.

[Fonte: triesteprima.it]

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La Nanoprom nei box della Williams in Ungheria

Posted by on Set 12, 2015 in PRESS | Commenti disabilitati su La Nanoprom nei box della Williams in Ungheria

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La Nanoprom nei box della Williams in Ungheria

La Williams non ha brillato nel Gp di Ungheria, una pista poco adatta alle caratteristiche della FW37, una monoposto che si esalta sui tracciati veloci grazie all’eccellente efficienza aerodinamica, ma che va un po’ in crisi sulle piste dove serve un alto carico aerodinamico. Eppure la squadra di Grove sta lavorando sodo per migliorare le prestazioni della bianca monoposto guidata da Felipe Massa e Valtteri Bottas.

Nel box magiaro della Williams venerdì è stato sorpreso il titolare della Nanoprom, Gian Luca Falleti, l’azienda di Sassuolo che si occupa di nanotecnologie. Cosa sta preparando l’ideatore del Polysil per la squadra di Sir Frank? Nessuno ha voluto parlare, ma cosa potrebbe nascere con il team diretto da Claire Williams? Non è dato sapere quali saranno le nuove applicazioni nanotecnologiche che l’area di Ricerca e sviluppo della società emiliana è pronta a lanciare nel Circus.

Nella terza generazione del Polysil, Falleti è riuscito ad annullare l’adesione dei murble, i residui di gomma caldi che restano attaccati ai cerchi. È stato calcolato che si evita un aumento di peso di circa 1 kg per le quattro ruote nell’arco di uno stint di gara, mantenendo le superfici pulite, ed evitando che si generino dannose turbolenze in un’area che ha assunto una importante funzione aerodinamica. Quale sarà il nuovo sviluppo?

[Fonte: omnicorse.it]

 

 

 

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