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A cosa serve il Polysil sui cerchi ruota delle F1

Posted by on Dic 19, 2013 in PRESS | Commenti disabilitati su A cosa serve il Polysil sui cerchi ruota delle F1

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Si chiama Polysil, è un prodotto della Nanoprom, azienda di Sassuolo e si tratta di una pellicola che permette di trattene il calore dei cerchi ruota e di restituirlo poi alle gomme migliorando il warm up termico degli pneumatici.
Durante il campionato mondiale di Formula 1 2013 si è parlato molto di questo tema ma ora siamo in grado di mostrarvi un video, postato su facebook da Gian Luca Falleti, titolare della Nanoprom, nel quale la stessa azienda, per voce di Giorgio Falleti ci spiega il loro prodotto.
Il Polysil ha la capacità di attrarre calore a sè e trasmetterlo poi nei cerchi ruota. Ad ogni azione frenante su una F1, grazie al Polysil, la temperatura generata dal disco freno viene immagazzinata e trasmessa al cerchione che a sua volta andrà a distribuirla dentro lo pneumatico. Quindi in uscita di curva il pneumatico stesso sarà più caldo e la monoposto trazionerà meglio.
Le squadre che ne hanno fatto uso sono state tre: Ferrari, Mercedes e Red Bull.

[Fonte: http://www.circusf1.com/2013/12/a-cosa-serve-il-polysil-sui-cerchi-ruota-delle-f1.php]

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Sport polish, nanotecnologia anti marbles

Posted by on Nov 30, 2013 in PRESS | Commenti disabilitati su Sport polish, nanotecnologia anti marbles

Si chiama Sport polish il prodotto della Nanoprom che è stato usato da due team di Formula 1 a Interlagos. L’ingegnosa società di Sassuolo che è venuta alla ribalta della cronaca per il Polysil, la pellicola di “vetro liquido” che permette di trattene il calore dei cerchi e restituirlo alle gomme migliorando il warm up del pneumatico, nel suo catalogo offre altre nanotecnologie molto interessanti che hanno attizzato la curiosità di due squadre del Circus.
Le carrozzerie di quattro monoposto in Brasile sono state trattate con lo Sport polish, un prodotto anti adesivo che ha dato ottimi risultati per evitare che i marbles di gomma potessero occludere i soffiaggi nei flap dell’ala anteriore, assicurando inoltre un’efficace protezione da olio e insetti.
Le squadre hanno potuto contare anche su altri due prodotti: EcoBio1000 e Nanopulitore 602. Il primo ha reso facile la pulizia dei residui di idrocarburi o altre impurità sulla carrozzerie. Si tratta di una soluzione che è stata pensata per gli aerei (è utilizzato dal nucleo elicotteristi di Torino e da due società all’interno dell’aeroporto di Linate). Il secondo, invece, ha la capacità di rimuovere i protettivi che rilasciano i prodotti Sport polish e EcoBio1000, oltre a rimuovere lo sporco in profondità, lasciando la superficie pronta alla verniciatura, senza ulteriori passaggi di detergenti e sgrassanti.
I tecnici di Nanoprom assicurano che rispetto ai normali prodotti siliconici, o con nafte al loro interno, si possono ottenere risultati sorprendenti con Sport polish dal momento la riduzione dell’adesione dello sporco è dell’80 per cento rispetto alle soluzioni più tradizionali. Non solo, ma gli altri prodotti presenti sul mercato hanno l’esigenza di essere trattati prima di ogni sessione in pista, mentre lo Sport polish ha necessitato di un solo intervento prima delle prove libere del venerdì e si è rivelato sufficiente per tutto il week end brasiliano. Resta solo un dubbio: quali sono state le squadre che hanno beneficiato delle nanotecnologie? Per ora i nomi restano top secret…

di Franco Nugnes – Image copyright Getty Images

[Fonte: www.omnicorse.it]

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Ultime Interrogazioni di fine stagione: escamotage tecnici scopiazzi e originalità

Posted by on Nov 30, 2013 in PRESS | Commenti disabilitati su Ultime Interrogazioni di fine stagione: escamotage tecnici scopiazzi e originalità

su F1, In Primo Piano / di Anna Re / il 17 novembre 2013 alle 19:14 /

Penultima sessione d’esame sul circuito di Austin: vedremo chi ha studiato bene, a parte quel secchione di Vettel. Promossi, rimandati e bocciati tra gli “studenti” in concorso. Di fronte c’è un inverno di studio intenso e riparatorio…
Da oggi un solo weekend separa i team di Formula 1 dalla campanella di fine Mondiale F1 2013. La FIA per le vacanze invernali non ha mancato di “imporre” i dettami secondo cui sviluppare la monoposto 2014. Secondo il nuovo regolamento, non si potrà sviluppare la monoposto (inserendo o rimuovendo nuovi componenti) durante le quattro sessioni di test da svolgere nel corso della stagione, approvate per il campionato 2014. Una restrizione che comporta una conseguenza diretta: i team dovranno presentare la vettura in pista con i nuovi componenti già installati, senza poter valutare durante le sessioni di test migliorie o paragoni fra diverse configurazioni.
Per questo motivo diversi team utilizzano le ultime gare del 2013 come sessioni di test, senza rinunciare alla massima resa della monoposto nella gara corrente.
La Red Bull non ha apportato alcun cambiamento aerodinamico, ma sperimenta sui cerchi il Polysil (solido amorfo assimilabile a vetro liquido, con pigmento nero opacizzante, utilizzato per migliorare la conducibilità termica) con l’intento rendere più veloce il riscaldamento dei cerchi e mantenerne costante la distribuzione termica. La Mercedes sperimenta nuove vernici, per studiare l’effetto sui flussi aerodinamici. La Williams e la Sauber hanno modificato gli scarichi ottenendo così prestazioni sorprendenti (Valtteri Bottas nono, Nico Hülkenberg quarto), ma senza apportare novità sostanziali, bensì riproponendo soluzioni del 2012.
La Lotus correrà con entrambe le monoposto adeguate alla pista texana, ma già modificate in prospettiva 2014, con il passo lungo (interasse più lungo di 10 centimetri), la configurazione preferita da Roman Grosjean e con sfogo d’aria aperto in prossimità dell’attacco superiore della sospensione posteriore. Sulla Ferrari si legge ovunque di “monkey seat”, “ala anteriore con upper flap”, “deflettore laterale a ponte” (l’abbiamo scritto pure noi): solo a pronunciarli bisognerebbe iscriversi a un corso di formazione universitaria, con assistente personale…
Il Circuito delle Americhe richiede maggior carico aerodinamico: questo il fine del monkey seat e fa il suo debutto sulla vettura di Maranello nel GP di Bahrain 2012. È un’appendice aerodinamica molto piccola installata sul supporto inferiore dell’ala posteriore, con lo scopo di indirizzare il calore migliorando l’interazione dell’aria calda che va dal cofano verso l’alettone posteriore. Il monkey seat nelle parte finale delle prove libere è stata eliminata dalla F138 di Alonso.
L’alettone anteriore ha lo scopo di generare carico aerodinamico e anche di gestire i flussi dell’aria per indirizzarne lo scorrimento lungo il corpo della monoposto e minimizzare le resistenze all’avanzamento, diminuendo la quantità di aria che impatta sul battistrada. Questo lo scopo dell’ala anteriore: quella montata sulla vettura di Massa è quella del GP di Singapore, sulla monoposto di Alonso si è sperimentata l’ala anteriore con due soffiature sulla parte superiore (upper flap), una soluzione ispirata alla Red Bull.
Infine, il deflettore laterale a ponte – utilizzato solo ad Abu Dhabi – ha lo scopo indirizzare il flusso delle fiancare verso la parte finale. La portanza diminuisce grazie alla struttura particolare a “P” che appiattisce il flusso, ottenendo un’aderenza maggiore al corpo vettura nella zona laterale. Un altro effetto è di stabilizzare la monoposto in caso di raffiche di vento laterali.
Una soluzione usata nelle sessioni di libere, ma poi eliminata in entrambe le vetture per le qualifiche. Vedremo quanto la “cura Allison” in Ferrari – con i suoi monta-e-smonta – riuscirà a rinvigorire le speranze per il secondo posto nella classifica costruttori.
Non resta che aspettare le 20 per la sessione d’esame: tutti in griglia di partenza pronti per le interrogazioni! Scrutini dopo 56 giri…

[Fonte: www.horsemoonpost.com]

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F.One – Tecnica, la Nanoprom lancia il Q.R.S per i cerchi!

Posted by on Nov 30, 2013 in PRESS | Commenti disabilitati su F.One – Tecnica, la Nanoprom lancia il Q.R.S per i cerchi!

Dopo aver fornito all’OZ Racing il Polysil, la pellicola in silicio formata da nanotecnologie che permette di trattenere il calore del cerchio con l’obiettivo di mandare subito in temperatura le gomme nel primo giro di ogni stint (qualifica e gara), la Nanoprom, azienda di Sassuolo, ha già studiato un’interessante evoluzione del tema: il Quantum Radial System. Finora i tecnici hanno lavorato solo nella faccia esterna del cerchio, ma dentro al canale, facendo in modo che il calore generato dall’impianto dei freni si dissipi (la ruota arriva a picchi di temperatura che raggiungono i 200 gradi) evitando che ci sia lo smaltimento più rapido possibile grazie alle apposite canalizzazioni. Con le attuali gomme Pirelli il cerchio ha assunto una funzione secondaria che Gp dopo Gp prende sempre più importanza.
VETRO LIQUIDO L’applicazione è semplice: si spruzza il “vetro liquido” sul cerchio e si crea una pellicola di pochi micron (al tatto non si sente alcuno scalino fra la parte trattata e quella “nuda”) che, oltre a garantire una limitata conducibilità termica, associa un’elevata resistenza all’abrasione grazie alla durezza superficiale di questo materiale che offre anche un piccolo vantaggio aerodinamico visto che riduce le turbolenze generate nel cerchio per la rotazione della ruota. Senza dimenticare che la verniciatura tradizionale di una ruota di F.1 necessita di almeno 65 grammi di vernice, mentre con Polysil bastano appena 5 grammi!
NANOPROM FUCINA DI IDEE Ora a Sassuolo i geniali tecnici della Nanoprom diretti da Gianluca Falleti hanno studiato un nuovo trattamento che è finalizzato ad incrementare la temperatura nella faccia interna del cerchio: nell’immagine esclusiva che vi proponiamo, infatti, si vede il Quantum Radial System che è stato spruzzato con il potere di avere un’alta conducibilità termica. L’esatto contrario del Polysil! I test svolti hanno dimostrato un netto miglioramento del “warm up” nel cerchio e di conseguenza della gomma. Anche in questo caso sono state usate delle nanotecnologie (c’è chi pensa che si siano anche materiali di natura aerospaziale e militare!) ma senza avere come elemento di partenza il silicio.
NON C’E’ SOLO IL POLYSIL Di che si tratta? Per il momento la curiosità del Q.R.S. non può essere soddisfatta, perché il nuovo materiale è ancora top secret, ma sono diverse le squadre di Formula 1 che hanno già mostrato un grande interesse per questa innovazione tutta italiana. Qual è l’aumento di temperatura che si può ricavare da questo trattamento? Gli esperimenti sono iniziati con un guadagno di cinque gradi, ma i test svolti successivamente stanno portando a valori più significativi, tanto più che sarebbe possibile generare più calore laddove il progettista ne ha più bisogno.
COSTRUTTORI INTERESSATI Insomma, la sensazione è che la Nanoprom non voglia essere un’azienda che si voglia limitare ad offrire solo prodotti rivoluzionari, ma ha anche l’ambizione con la sua engineering di diventare consulente dei Costruttori, per sviluppare altre applicazioni che possono dare vantaggi prestazionali alle monoposto che rappresentano il massimo dell’espressione tecnologica moderna…

di Franco Nugnes – omnicorse

[Fonte: http://racingdinasty.wordpress.com]

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Un rivestimento speciale per i cerchi controlla le temperature delle gomme

Posted by on Nov 25, 2013 in PRESS | Commenti disabilitati su Un rivestimento speciale per i cerchi controlla le temperature delle gomme

Enzo Ferrari asseriva che i costruttori inglesi non dovessero fregiarsi del titolo di costruttori in quando non facevano tutto in casa ma compravano i componenti dai migliori fornitori sul mercato usando l’appellativo di Garagisti. Il vecchio Drake sapeva anche che con le modifiche meccaniche si guadagnano decimi ma con le gomme che lavorano bene puoi recuperare anche i secondi. In ogni modo anche un costruttore totale come la Ferrari e Mercedes deve fare i conti con alcuni componenti che per forza di cose deve comprare. Le gomme e i cerchi su cui calettano. La differenza sta anche nello scegliere i migliori fornitori che offrono il migliore materiale e la migliore tecnologia possibile.
Tutto ciò per spiegare che sia la Mercedes ma anche la Redbull poi hanno utilizzato un particolare rivestimento superficiale per l’ interno dei loro cerchi. Come di vede nella foto a sinistra c’è un cerchio Mercedes con un rivestimento nero con delle alette e a destra quello RedBull con un rivestimento nero uguale ma con una serie di piccole fossette. Questo rivestimento è stato creato da un produttore italiano la Nanoprom, ed è una vernice superficiale a base di un componente chiamato Polisyl. In pratica è si tratta di un rivestimento superficiale che protegge le superfici che si usurano dagli agenti atmosferici e anche usato sulle barche migliora nettamente la penetrazione nell’acqua per la riduzione dell’attrito si dice che questa vernice sia usata anche per la carrozzeria della Redbull per migliorare la penetrazione aerodinamica.
Usare questo prodotto su un cerchio da formula 1 ha la funziona di stabilizzare e aumentare il deflusso di aria calda dai freni all’interno del cerchio stesso verso l’esterno raddrizzando le turbolenze che in quella zona dono enormi. Un flusso controllato all’interno della ruota consente di tenere anche sotto controllo la temperatura del cerchio in magnesio. Siccome il magnesio è un ottimo conduttore termico il calore viene direttamente trasferito alle gomme con tutti i danni che si conoscono. Va da se che controllare i flussi non vorticosi può anche permettere alle scuderie di avere i cerchi nelle temperature desiderate per far funzionare il cerchio come una sorta di termocoperta interna in gara in funzione in base alle esigenze.
La thermal camera nella foto, mostra come la RedBull usi questa vernice protettiva e le fossette interne per tenere la temperatura costante in curva togliendo più in fretta aria calda verso l’esterno. Come si vede nelle immagini in alto, una curva affrontata da Vettel ad Austin la temperatura ad ingresso curva è maggiore che nella fase finale della curva dove invece dovrebbe essere più alta per lo sforzo in curva. Ma la cosa sorprendente è l’utilità di questa vernice sui rettilinei come si vede nella parte bassa della foto con gomme calde anche sul dritto. Unite alle lemelle e alle fossette il flusso aria può essere controllato nella sua eliminazione o stagnazione. Se si riesce a controllare la velocità di deflusso dell’aria calda dai freni si tengono caldi i cerchi anche sui lunghi rettilinei. Viene da se che se un cerchio resta caldo anche la gomma che rimane sopra viene tenuta calda e in ingresso di curva si ha la temperatura ideale mentre le altre vetture Ferrari in testa entrano in curva a gomme fredde con un evidente perdita di grip e poi scaldano troppo non potendo controllare le temperature al centro curva. Un sistema del genere per quanto semplice può anche portare vantaggi in termini di tempo sul giro anche dell’ordine di otto decimi in determinati tracciati. In effetti torniamo al discorso di partenza se lavorano bene le gomme Pirelli si guadagna molto di più di qualsiasi diavoleria meccanica o aerodinamica. Il fatto che questa azienda la Nanoprom sia in terra Emiliana e i suoi effetti benefici li hanno scoperti prima in UK dalle aziende come Mercedes e RedBull, la dice lunga sul fatto che non ha senso costruirsi tutto da soli se poi si trascurano certi dettagli che fanno un enorme differenza.

Daniele Amore

[Fonte: giornalemotori.com]

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