Italian innovation: From nanotechnology to great success

In this unforgettable 2020 Italy has seen a boom of registrations of new Small Medium Enterprises. A staggering growth of +40%, which can be summarized basically in two points: many have closed store to open another, many others have changed their production. The latter in particular are not the majority, they are young (6.53%), female (8.82%) and foreigners (2%), but they bode well for their contents.
Covid has objectively shaken up an economy that has been stagnant for nearly two decades. On the one hand, many families have ended up on the breadline, on the other, the infinite genius of the Italian people has allowed them to raise their heads and open many SMEs, which will have such a rebound in 2021 that it will generate a positive balance in many sectors overall between 2019 and 2021.
A showcase for this world was undoubtedly the Open Innovative PMI (PMI stands for Piccola e Media Impresa, which translates Small and Medium Enterprise), an initiative that annually rewards the three SMEs with the most innovative project. Of these, a special mention goes to Nanoprom Chemicals, a company founded in 2011 by entrepreneur Gian Luca Falleti, from Sassuolo, in Emilia Romagna.
His passion has always been aeronautics. As a young man, he decided to enroll at the aeronautical technical institute of Forlì, but then he was forced to leave his studies after an accident. After a few years spent working in other sectors, he began marketing products for industry and met a chemist. After two years invested in the laboratory on nanotechnology, a field still unexplored in the Italian production, the entrepreneur Falleti decides to study and deepen the Polysil, a derivative of silicon. Today its update is called Polysil Thermal Shield.
This material has the characteristics of glass, while remaining in a liquid state. It follows that the inorganicity of Silicon allows Thermal Shield to be more advantageous compared to classic carbon-based coatings and polishes, for several reasons.
The first one is certainly the non-flammability of the material, which allows its use as coatings for airplanes and marine vehicles, as it is less subject to overheating.
Secondly, the inorganicity of the material acts as an insulator, therefore even a thin layer can be used as a thermal coat both inside and outside.
Finally, the surface tension remains much lower with Thermal Shield than with classic paints, and this makes it more difficult to dirty and to deteriorate the coatings. The surface tension is the ability of a material to attract positive ions. Basically, this silicon-based material is inorganic and insulating, and its low surfactant allows surfaces to remain dirt-free because any material does not get deposited on top of it.
The environmental impact is therefore considerable, both for the use of materials and for their dispersion in water and air. The non-dispersion of heat often takes second place to the pollution of solvents, but often it is precisely the cooling systems of the machines that cause the thermal shock that negatively alters the environmental balance.
It is not by chance that the passion of Falleti allows him today to have among his various customers the Italian Air Force, companies dedicated to public transport and, with a good chance, Formula 1 teams.
The goal is to continue to invest in the research of an increasingly advanced material, which has allowed this fine Emilian company to achieve important goals in just nine years of activity. The hope is to be able to extend this concept to the most diverse sectors. From the safety of a firefighter because this material prevents him from inhaling toxic substances, to electric cars: that are much more likely to develop flames from their batteries. The application of Thermal Shield would substantially lower such a risk.
Changes are increasingly abrupt in more and more sectors, especially during covid. Over the next few years, how we approach the challenges of the near future will tell us what table this great country plans to play at.
There is hope in the automotive sector. Falleti is thinking big for the large-scale production of this innovative paint, recovering a historical site of the Emilian “motor valley”.
“My intention – tells the owner of Nanoprom Chemicals – is to produce Thermal Shield for the whole world while remaining in Emilia Romagna. For this reason, we have already made agreements with Marco Fabio Pulsoni, current owner of the former Bugatti Automobili plant, to transfer here, already within a year, the eventual large-scale production. An opportunity, therefore, not only for my company, but for the entire territory of our region, for which we foresee the creation of several dozen new jobs, given the scope of this great innovation”.
Last year We the Italians interviewed Giampaolo Dallara. Anyone who has ever dealt with the automotive topic knows for a fact that engines run in the blood of Emilia Romagna. So, such an idea that would allow to grow the Italian excellence in innovating the automotive sector (and not just that) can only evoke the enthusiasm and ardor of a child like me who grew up watching and dreaming Ducatis and Ferraris.
[Fonte: www.wetheitalians.com]
Read More
Nanoprom Chemicals brevetta Thermal Shield, la vernice che non brucia

Dalla ricerca Nanoprom Chemicals, azienda di Casalgrande (RE) specializzata nella produzione di vernici leggere, nasce una vernice innovativa che promette di rivoluzionare il mondo dell’aeronautica, dell’automotive (specialmente le auto elettriche), della sicurezza (vigili del fuoco in primis) e della stessa Formula 1.
Il nome dell’invenzione, già brevettata, è “Thermal Shield”, letteralmente “scudo termico”, e le sue caratteristiche basilari sono fondamentalmente due: non brucia e non diffonde calore.
A illustrare più nei dettagli il principio di questa vernice è lo stesso fondatore e titolare di Nanoprom Chemicals, Gianluca Falleti, che già con le sue vernici leggere fornisce aziende aeronautiche, aerospaziali e i principali team di Formula 1. Ora, intravede un grande futuro per quella che ha già definito “un’autentica rivoluzione nel mondo delle vernici e delle resine”. Per la sua applicazione sul carbonio e sugli altri materiali compositi, infatti, è prevista anche la versione “resina” di questa innovativa vernice.
“La particolarità di Thermal Shield – spiega Falleti – sta nella natura della sua formula molecolare, che è completamente inorganica, a differenza dei materiali ignifughi utilizzati attualmente, i quali contengono molecole organiche, quindi di per sé infiammabili. Il fatto che Thermal Shield sia a base di silicio e non contenga atomi di carbonio, invece, rende le performance di tale vernice eccezionali contro il fuoco e le fonti di calore, in quanto non sviluppa appunto alcuna fiamma. E c’è di più: essa funge da vero e proprio “scudo termico”. Ad esempio, grazie alla collaborazione con il laboratorio Crossfire di Gianlugi Creonti a Solarolo, in provincia di Ravenna, abbiamo già testato che solo 4 millimetri di applicazione su una lastra di carbonio o acciaio, abbattono il calore da una parte all’altra da 1000 gradi centigradi a 100 gradi, senza peraltro la produzione di fumi. E ricordiamo che, in una situazione come quella di un incendio, il pericolo per una persona è spesso più rappresentato proprio dal fumo che dalla fiamma viva”.
“Le applicazioni di Thermal Shield, di cui siamo attualmente alla versione 2.8, ma stiamo già lavorando alla 2.9 – prosegue Falleti – sono pressoché innumerevoli. I più grandi riscontri concreti si potranno avere ad esempio nel mondo dell’aeronautica. Per tutti i costruttori di aerei, il terrore è quello degli incendi che possono svilupparsi a bordo. Questa vernice ignifuga, applicabile ai motori e alle componenti potenzialmente infiammabili, ridurrebbe in modo sostanziale il pericolo dello sviluppo di incendi a bordo. Ma anche tutto il settore dell’automotive è potenzialmente interessato, specialmente quello più innovativo delle auto elettriche. Proprio queste vetture hanno molte più probabilità di sviluppare fiamme dalle loro batterie. L’applicazione di Thermal Shield abbatterebbe in modo sostanziale un simile rischio. Non da ultimo, consideriamo anche l’equipaggiamento di un soccorritore, ad esempio un vigile del fuoco, che con questa vernice applicata ai suoi guanti e alla sua tuta sarebbe molto più tutelato negli interventi. Analoghe considerazioni si possono fare per le porte tagliafuoco delle aziende. Poi, naturalmente, abbiamo intenzione di portare tale innovazione anche in Formula 1, nelle tute dei piloti ma non solo, per aumentare sempre di più la sicurezza di chi corre a oltre 300 km/h”.
E c’è di più. Per la produzione su larga scala di questa vernice innovativa (attualmente Thermal Shield è prodotta in piccole quantità presso Nanoprom Chemicals e Crossfire), Falleti sta pensando in grande, recuperando un sito storico della “motor valley” emiliana.
“La mia intenzione – aggiunge il patron di Nanoprom Chemicals – è quella di produrre Thermal Shield per tutto il mondo restando in Emilia Romagna. Per questo, abbiamo già preso accordi con Marco Fabio Pulsoni, attuale proprietario dell’ex stabilimento Bugatti Automobili, per trasferire qui, già nel giro di un anno, l’eventuale produzione su larga scala. Un’opportunità, quindi, non solo per la mia azienda, ma per l’intero territorio della nostra regione, per il quale prevediamo la creazione di diverse decine di nuovi posti di lavoro, vista la portata di questa grande innovazione”.
[Fonte: https://www.confindustriaemilia.it/] Read MoreF.1 NANOPROM Nasce Thermal Shield, la vernice che non brucia
A brevettarla è stata l’azienda Nanoprom Chemicals, che progettando la produzione su larga scala per l’aeronautica, l’automotive e la Formula 1 ha già opzionato gli stabilimenti ex Bugatti di Campogalliano (MO)

Dalla ricerca Nanoprom Chemicals, azienda di Casalgrande (RE) specializzata nella produzione di vernici leggere, nasce una vernice innovativa che promette di rivoluzionare il mondo dell’aeronautica, dell’automotive (specialmente le auto elettriche), della sicurezza (vigili del fuoco in primis) e della stessa Formula 1.
Il nome dell’invenzione, già brevettata, è “Thermal Shield”, letteralmente “scudo termico”, e le sue caratteristiche basilari sono fondamentalmente due: non brucia e non diffonde calore.

Gianluca Falleti il geniale animatore di Nanoprom
A illustrare più nei dettagli il principio di questa vernice è lo stesso fondatore e titolare di Nanoprom Chemicals, Gianluca Falleti, che già con le sue vernici leggere fornisce aziende aeronautiche, aerospaziali e i principali team di Formula 1. Ora, intravede un grande futuro per quella che ha già definito “un’autentica rivoluzione nel mondo delle vernici e delle resine”. Per la sua applicazione sul carbonio e sugli altri materiali compositi, infatti, è prevista anche la versione “resina” di questa innovativa vernice.

“La particolarità di Thermal Shield – spiega Falleti – sta nella natura della sua formula molecolare, che è completamente inorganica, a differenza dei materiali ignifughi utilizzati attualmente, i quali contengono molecole organiche, quindi di per sé infiammabili. Il fatto che Thermal Shield sia a base di silicio e non contenga atomi di carbonio, invece, rende le performance di tale vernice eccezionali contro il fuoco e le fonti di calore, in quanto non sviluppa appunto alcuna fiamma. E c’è di più: essa funge da vero e proprio “scudo termico”. Ad esempio, grazie alla collaborazione con il laboratorio Crossfire Srl di Gianlugi Creonti a Solarolo (RA), abbiamo già testato che solo 4 millimetri di applicazione su una lastra di carbonio o acciaio, abbattono il calore da una parte all’altra da 1000 gradi centigradi a 100 gradi, senza peraltro la produzione di fumi. E ricordiamo che, in una situazione come quella di un incendio, il pericolo per una persona è spesso più rappresentato proprio dal fumo che dalla fiamma viva”.

“Le applicazioni di Thermal Shield, di cui siamo attualmente alla versione 2.8, ma stiamo già lavorando alla 2.9 – prosegue Falleti – sono pressoché innumerevoli. I più grandi riscontri concreti si potranno avere ad esempio nel mondo dell’aeronautica. Per tutti i costruttori di aerei, il terrore è quello degli incendi che possono svilupparsi a bordo. Questa vernice ignifuga, applicabile ai motori e alle componenti potenzialmente infiammabili, ridurrebbe in modo sostanziale il pericolo dello sviluppo di incendi a bordo. Ma anche tutto il settore dell’automotive è potenzialmente interessato, specialmente quello più innovativo delle auto elettriche. Proprio queste vetture hanno molte più probabilità di sviluppare fiamme dalle loro batterie. L’applicazione di Thermal Shield abbatterebbe in modo sostanziale un simile rischio. Non da ultimo, consideriamo anche l’equipaggiamento di un soccorritore, ad esempio un vigile del fuoco, che con questa vernice applicata ai suoi guanti e alla sua tuta sarebbe molto più tutelato negli interventi. Analoghe considerazioni si possono fare per le porte tagliafuoco delle aziende. Poi, naturalmente, abbiamo intenzione di portare tale innovazione anche in Formula 1, nelle tute dei piloti ma non solo, per aumentare sempre di più la sicurezza di chi corre a oltre 300 km/h.

E c’è di più. Per la produzione su larga scala di questa vernice innovativa (attualmente Thermal Shield è prodotta in piccole quantità presso Nanoprom Chemicals e Crossfire), Falleti sta pensando in grande, recuperando un sito storico della “motor valley” emiliana. “La mia intenzione – aggiunge il patron di Nanoprom Chemicals – è quella di produrre Thermal Shield per tutto il mondo restando in Emilia Romagna. Per questo, abbiamo già preso accordi con il dott. Marco Fabio Pulsoni, attuale proprietario dell’ex stabilimento Bugatti Automobili, per trasferire qui, già nel giro di un anno, l’eventuale produzione su larga scala. Un’opportunità, quindi, non solo per la mia azienda, ma per l’intero territorio della nostra regione, per il quale prevediamo la creazione di diverse decine di nuovi posti di lavoro, vista la portata di questa grande innovazione”.
[ Fonte: https://www.rmcmotori.com/ ]Read More





