Premio Open Innovative PMI 2020: i vincitori
Roma, 11 novembre 2020 – Si è svolta oggi in collegamento da remoto la cerimonia di premiazione di “Open Innovative PMI”, ideato e organizzato da Grant Thornton e dedicato alle PMI Innovative italiane.

La giornata si è aperta con il Convegno “La gestione dell’area finanza per il mid-market nell’era Covid-19” durante il quale si è parlato delle opportunità e dei rischi gestionali per le imprese in questa fase critica condizionata dalla pandemia. Ne hanno discusso Alessandro Dragonetti, Head of Tax di Grant Thornton e Sante Maiolica, partner di Grant Thornton Financial Advisory Services per l’area M&A.
Giulio Greco, docente del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa nel corso dell’appuntamento ha presentato il report 2020 dell’Osservatorio Open Innovative PMI, realizzato da Grant Thornton in collaborazione con l’Università di Pisa, un’analisi che inquadra l’andamento delle PMI Innovative italiane.
I vincitori di questa quarta edizione del Premio sono:
- Echolight S.p.A. nella categoria “Ricerca, innovazione e digitale”. Echolight, con sede a Lecce, è una società biomedica ad alta tecnologia costituita per lo sviluppo di innovativi dispositivi medicali per la diagnosi dell’osteoporosi e malattie ossee correlate.
- Angiodroid Srl nella categoria “Resilienza al Covid-19”. Angiodroid è una società bolognese che ha sviluppato un iniettore di forme di contrasto per le angiografe in forma gassosa anziché liquida, basato sull’utilizzo di anidride carbonica, unico mezzo di contrasto che non comporta reazione allergica.
- Nanoprom Chemicals Srl nella categoria “Sostenibilità ambientale”. Realtà imprenditoriale con sede in provincia di Reggio Emilia tra le prime in Italia a credere nella ricerca e nell’applicazione commerciale dei nanomateriali.
Le tre aziende, che si sono distinte per la loro propensione ad innovare, per le performance ambientali e per gli eccellenti risultati economici raggiunti in Italia e all’estero, si sono aggiudicate, oltre al riconoscimento formale, il premio consistente in 10.000 euro da utilizzare in servizi professionali tax ed advisory di Grant Thornton.
Le candidature sono state valutate da una giuria libera ed indipendente – composta da esperti provenienti dal mondo dell’imprenditoria, professori universitari e rappresentanti istituzionali – che ha preso in considerazione in particolare due parametri: l’attinenza alla categoria d’iscrizione e le performance innovative ed economiche. Quest’ultime valutate nell’arco temporale da quando l’impresa è stata fondata e osservando particolarmente le dinamiche di sviluppo successive al riconoscimento dello status di PMI innovativa.
Alessandro Dragonetti, Head of Tax di Grant Thornton ha dichiarato: “L’importante incremento in percentuale delle PMI Innovative è un ottimo segnale di dinamismo del comparto; registriamo però ancora la necessità di una maggiore consapevolezza dei vantaggi e delle opportunità che il novero all’interno del Registro comporta. Sono infatti poco meno di 2mila le aziende iscritte al Registro su circa 20mila che stimiamo abbiano in Italia le caratteristiche per rientrare nella categoria ‘innovative’. E, a norma di legge, questa categoria di imprese avrebbe accesso ad alcune delle stesse agevolazioni normative, fiscali, contributive, burocratiche previste per le Startup Innovative.
Perché rinunciare a semplificazioni e abbattimento costi di apertura, sgravi fiscali per impresa e investitori, assunzioni agevolate, accesso preferenziale al credito? Certamente l’iscrizione al Registro rappresenta una leva importante per le nostre piccole imprese che guardano al futuro in chiave moderna e con potenzialità per occupare un ruolo strategico nell’ambito del sistema economico italiano. Andrebbe dunque maggiormente promossa e sostenuta. E in tale ambito un ruolo importante è ricoperto dai consulenti che sono chiamati a sensibilizzare i propri clienti sull’importanza dell’opportunità offerta dal MISE”.
Venendo più nel dettaglio ai risultati registrati dall’Osservatorio di Grant Thornton e Università di Pisa, emerge innanzitutto che nell’ultimo anno il numero di Pmi Innovative(1) è cresciuto del 40%; sono infatti 567 le “nuove” aziende iscritte al registro apposito (tra ottobre 2019 e settembre 2020) contro le 432 del periodo precedente.
Tuttavia, a circa cinque anni di distanza dalla creazione del registro, il numero di PMI innovative appare ancora contenuto rispetto al bacino potenziale: sono infatti poco più di 1.700 (1.732(2)) le PMI Innovative “ufficiali”, mentre è verosimile pensare che in Italia le PMI con i requisiti previsti siano sull’ordine delle decine di migliaia.
La pur importante crescita del numero di PMI iscritte nell’ultimo anno è da considerarsi ancora limitata se si considerano i ripetuti interventi del legislatore sui benefici di cui tale categoria di impresa potrebbe godere. Tra gli ultimi interventi si possono ricordare quelli del Decreto 7 maggio 2019 dedicato proprio agli incentivi per le start up e le PMI innovative e quelli previsti nel decreto rilancio dell’aprile 2020. Quest’ultimo ha stanziato un fondo di sostegno al venture capital con una dotazione di 200 milioni di euro a beneficio esclusivo delle start up e delle PMI innovative.
È stata riservata una quota pari a 200 milioni di euro a valere sulle risorse già assegnate al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI specificatamente dedicata all’erogazione di garanzie in favore di startup innovative e PMI innovative. Infine, sono stati previsti incentivi alla capitalizzazione con importanti detrazioni IRPEF per gli investitori fino al 50% rispetto all’ammontare dell’investimento.
Peraltro, è opportuno ricordare come alcune delle politiche di incentivo all’innovazione, come il credito d’imposta alle attività di ricerca e sviluppo, l’iper-ammortamento “Impresa 4.0”, il Patent Box, o i voucher “manager dell’innovazione”, non vadano a beneficio esclusivo delle PMI innovative, ma di una platea di aziende più vasta.
L’Osservatorio PMI Innovative 2020 mostra come la maggior parte delle PMI innovative, circa due terzi, siano di dimensioni ascrivibili alla categoria delle micro-imprese, con un fatturato al di sotto della soglia dei 2 milioni di euro. Meno del 10% delle aziende è ascrivibile alla categoria delle medie imprese (fatturato superiore a 10 milioni e inferiore a 50), mentre le restanti rientrano tra le piccole imprese (tra i 2 e i 10 milioni di fatturato).
L’anzianità media, tra le nuove iscritte è di circa 9 anni. Peraltro, per alcune aziende si potrebbe porre il problema di restare iscritte al registro tra qualche anno, in considerazione dei requisiti più stringenti fissati di recente sulla permanenza tra le PMI innovative. Le PMI innovative sul mercato da più di 7 ma meno di 10 anni possono restare nel registro, qualora non abbiano ancora dimostrato in misura sufficiente il potenziale di generare rendimento.
A livello territoriale, su base regionale, la Lombardia, con 148 casi (oltre il 26% del totale), presenta il maggiore numero di società iscritte nel Registro nell’ultimo anno. Seguono il Lazio con 65, l’Emilia Romagna con 57, la Campania con 52, la Toscana con 38 e il Veneto con 36, mentre tutte le altre regioni si attestano su valori decisamente più bassi.
A livello provinciale, invece, il maggior numero di “nuove PMI Innovative” è a Milano, con 122 società iscritte nell’ultimo anno (+54% rispetto alla scorsa rilevazione), seguita da Roma con 58 società iscritte (+100%) e a seguire Napoli con 26 (+86%).
Con riferimento alle caratteristiche demografiche il database del MISE mette in evidenza che oltre l’80% delle Nuove PMI è composto in prevalenza da uomini adulti e per lo più di nazionalità italiana. I casi di assetto proprietario e di governance nei quali si ha una prevalenza giovanile, femminile o straniera sono invece più limitati. Nell’ambito della compagine proprietaria si ha, ad esempio, una “prevalenza giovanile” solo nel 6,53% dei casi, una “prevalenza femminile” nell’8,82% e una prevalenza proprietaria e/o di management straniera “solo” per l’1,94% dei casi esaminati.
La seconda parte del Report, dedicata all’analisi dei dati economico-finanziari delle PMI Innovative, evidenzia in generale buoni risultati in termini di fatturato e performance economico-finanziarie. Le PMI innovative hanno registrato un incremento medio del fatturato del 15% nel biennio 2018-2019. Se prendiamo in considerazione solo le PMI innovative che hanno avuto un incremento di fatturato, la media è +30%.
Si osserva inoltre come il patrimonio netto medio è pari a circa 1,9 milioni di euro. La media è tuttavia innalzata dalle medie aziende. Infatti, la metà delle aziende ha un patrimonio netto inferiore al milione di euro e l’85% è inferiore a 1,3 milioni.
Si evidenzia invece come nel 76,45% dei casi le società registrano un EBITDA positivo, a dimostrazione del fatto che la maggioranza del campione osservato si trova in equilibrio economico.
Per quanto riguarda i settori di attività delle “nuove Pmi iscittte”, i gruppi più numerosi sono quelli attivi nel settore dei servizi, seguito da quello dell’industria/artigianato. Di contro, risultano essere pochi i casi di aziende qualificate come PMI Innovative operanti nel settore del commercio.
Più nel dettaglio, all’interno del settore dei servizi si possono evidenziare dei segmenti di riferimento più “vivaci” e sono quelli quelli che si rivolgono all’informatica, all’elettronica, ai prodotti intermedi, alla chimica e alla farmaceutica e ai servizi non finanziari. Questi settori, che rappresentano insieme circa il 90% delle PMI innovative osservate, sono tra i settori che potrebbero risentire meno della gravissima crisi innescata dal Covid 19.
Incrociando i dati della ricerca dell’Osservatorio con le stime del Cerved Industry Forecast (maggio 2020), relative all’impatto della crisi Covid sui fatturati delle aziende, in uno scenario soft, per i settori sopra menzionati, assisteremmo ad un calo complessivo medio del fatturato nel 2020 (rispetto al 2019) del 10,4%, con un rimbalzo medio del 10,3% nel 2021 (rispetto al 2020).
Complessivamente, confrontando le stime, in uno scenario soft si perderebbe l’1% circa del fatturato tra il 2019 e il 2021. In uno scenario hard, per i settori sopra menzionati, assisteremmo ad un calo medio complessivo del fatturato nel 2020 (rispetto al 2019) del 14,9%, con un rimbalzo medio del 15,3% nel 2021 (rispetto al 2020).
Complessivamente, comparando il 2019 e il 2021 in uno scenario hard si perderebbe poco meno del 2% del fatturato. In conclusione, le PMI innovative potrebbero dunque mostrare un buon grado di resilienza alla crisi e mostrarsi pronte allo sfruttamento di opportunità.
Il Convegno, il Premio e l’Osservatorio “Open Innovative PMI” fanno parte di un più ampio progetto che mira a valorizzare l’innovazione italiana dando visibilità a questa specifica tipologia di imprese, protagonista del panorama imprenditoriale italiano ma tuttavia ancora poco conosciuta. L’iniziativa ha infatti l’obiettivo di sostenere e supportare lo sviluppo e delle PMI innovative, facilitando la conoscenza dei vantaggi di natura fiscale, societaria e finanziaria previsti dalla vigente normativa ed esclusivamente dedicati alle PMI innovative regolarmente iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio.
Per consultare il report dell’Osservatorio, si consiglia di cliccare qui.
(1) In base alla normativa, per essere qualificata come PMI Innovativa, una azienda deve soddisfare almeno due di questi tre requisiti.
- almeno il 3% del maggiore tra costi e valore totale della produzione riguarda attività di ricerca e sviluppo;
- un team formato per 1/3 da personale in possesso di laurea magistrale oppure per 1/5 da dottorandi, dottori di ricerca o laureati con 3 anni di esperienza in attività di ricerca certificata;
- impresa depositaria o licenziataria di almeno un brevetto oppure titolare di software registrato.
(2) Dati ufficiali della Camera di Commercio, aggiornati al 9 novembre 2020. http://startup.registroimprese.it/isin/static/pminnovative/index.html?slideJump=31
[Fonte: www.bgt-grantthornton.it]
Uno spray contro il Covid-19
Entrerà in commercio nelle prossime due settimane

Contro virus e batteri, arriva una soluzione spray che li elimina per 5 anni. A svilupparla è l’azienda reggiana Nanoprom Chemicals, che ha testato l’efficacia del prodotto anche sulla famiglia del coronavirus.
L’impresa chimica e biomedicale di Casalgrande presenta quindi la novità del BV-Stop: “Si tratta di un prodotto a base acquosa realmente innovativo – spiega Gian Luca Falleti (foto), fondatore e titolare di Nanoprom – I test sui virus appartenenti alla famiglia del coronavirus hanno dato ottimi risultati, mostrando dopo solo 2 ore un abbattimento della carica virale, nei test in laboratorio, di oltre il 90%. Ma la performance che sorprende ancora di più è la sua durata nel tempo. I risultati suggeriscono che BV-Stop fornisce una protezione contro virus e batteri fino a 5 anni dalla sua prima e unica applicazione. La sostanza testata è inoltre incolore e inodore”.
[Fonte: www.ilrestodelcarlino.it] Read MoreNanoprom, un altro ’brevetto’ contro i virus
L’azienda chimica e biomedicale presenta il nuovo prodotto per l’igienizzazione delle superfici

Mai più virus e batteri che possano creare una situazione come quella generata dal covid-19. La promessa arriva da un’azienda chimica e biomedicale di Casalgrande, Nanoprom Chemicals, che oggi presenta l’ultima novità: Bv-Stop.
“Si tratta di un prodotto a base acquosa realmente innovativo – spiega Gian Luca Falleti, fondatore e titolare di Nanoprom – per diverse ragioni. In primo luogo, per l’obiettivo che raggiunge nell’immediato: i test che abbiamo condotto in laboratorio, con il supporto del Tecnopolo di Mirandola, indicano che, a 24 ore dalla sua applicazione, Bv-Stop in laboratorio riduce del 99,99% i batteri inoculati sulla superficie trattata, rispetto alla superficie non trattata. Anche i test sui virus appartenenti alla famiglia dei coronavirus umani hanno dato ottimi risultati, mostrando dopo solo 2 ore un abbattimento della carica virale, nei test in laboratorio, di oltre il 90%. Ma la performance che sorprende ancora di più – prosegue Falleti – è la sua durata nel tempo, il cosiddetto ’long-lasting effect’. Abbiamo testato la permanenza di BV-Stop simulando lavaggi settimanali con i detergenti industriali più aggressivi. Ebbene, abbiamo rilevato che la sua efficacia si mantiene sostanzialmente inalterata per almeno 300 diversi passaggi. I test di laboratorio, suggeriscono che BV-Stop fornisce una protezione contro virus e batteri fino a 5 anni dalla sua prima e unica applicazione”.
“Come è facile intuire – rileva ancora Falleti – i settori di impiego per questo prodotto sono davvero tantissimi, e non riguardano solo l’emergenza della pandemia che stiamo vivendo. Con BV-Stop possiamo pensare in primo luogo alle sale operatorie, agli ospedali, ai luoghi che ospitano i soggetti più fragili, ma ovviamente anche alla vita di tutti i giorni”.
[Fonte: www.ilrestodelcarlino.it] Read MoreVirus e batteri, arriva la soluzione spray di Nanoprom Chemicals

Mai più virus e batteri che possano creare una situazione come quella generata dal covid-19. La promessa arriva dall’azienda chimica e biomedicale Nanoprom Chemicals, che presenta l’ultima novità: BV-Stop, dove le lettere “BV” stanno rispettivamente per “batteri” e “virus”.
“Si tratta di un prodotto a base acquosa realmente innovativo – spiega Gian Luca Falleti, fondatore e titolare di Nanoprom – per diverse ragioni. In primo luogo, per l’obiettivo che raggiunge nell’immediato: i test che abbiamo condotto in laboratorio, con il supporto del Tecnopolo di Mirandola, indicano che, a 24 ore dalla sua applicazione, BV-Stop in laboratorio riduce del 99,99% i batteri inoculati sulla superficie trattata, rispetto alla superficie non trattata. Anche i test sui virus appartenenti alla famiglia dei coronavirus umani hanno dato ottimi risultati, mostrando dopo solo due ore un abbattimento della carica virale, nei test in laboratorio, di oltre il 90%”.
“Ma la performance che sorprende ancora di più – prosegue Falleti – è la sua durata nel tempo, il cosiddetto ‘long-lasting effect’. Abbiamo testato la permanenza di BV-Stop simulando lavaggi settimanali con i detergenti industriali più aggressivi. Ebbene, abbiamo rilevato che la sua efficacia si mantiene sostanzialmente inalterata per almeno 300 diversi passaggi. I test di laboratorio suggeriscono che BV-Stop fornisce una protezione contro virus e batteri fino a cinque anni dalla sua prima e unica applicazione. Come è facile intuire – rileva ancora Falleti – i settori di impiego per questo prodotto sono davvero tantissimi, e non riguardano solo l’emergenza della pandemia che stiamo vivendo. Con BV-Stop possiamo pensare in primo luogo alle sale operatorie, agli ospedali, ai luoghi che ospitano i soggetti più fragili, ma ovviamente anche alla vita di tutti i giorni (scrivanie, superfici dei telefonini, interni di automobili, ecc.). La sostanza è stata testata ed è incolore e inodore. Non lascia nemmeno tracce umide o di unto una volta applicata”.
L’innovazione di Nanoprom Chemicals è da oggi in commercio per l’industria ed entro le prossime due settimane sarà disponibile su larga scala anche per negozi specializzati e privati. Si potrà a breve acquistare anche in modalità e-commerce sul sito dell’azienda, www.nanoprom.it.
Read MoreContrasto al Covid-19, Nanoprom Chemicals premiata dal Comune di Casalgrande
Il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, ha consegnato questa mattina, con una cerimonia ufficiale, una targa di merito a Gianluca Falleti, fondatore e titolare di Nanoprom Chemicals – azienda di Casalgrande specializzata nella produzione di vernici leggere per diversi settori, dall’aeronautica alla Formula 1 – per il suo impegno concreto nel contrasto all’epidemia da Covid-19.
Nanoprom, infatti, fin dal primo lockdown della primavera 2020, ha convertito parte della propria produzione alla realizzazione di mascherine a basso prezzo (ancora oggi le vende a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato), per contrastare il fenomeno dello sciacallaggio che si stava diffondendo quando mancavano questi dispositivi di protezione individuale. Nel corso dei mesi, inoltre, lo stesso titolare Falleti ha poi affinato e migliorato la protezione delle sue mascherine, arrivando a proporre modelli trattati con sostanze speciali, completamente atossiche e clinicamente testate, che sono in grado non solo di proteggere passivamente, ma anche di eliminare oltre il 95% dei virus e batteri con cui vengono in contatto.
Nel consegnare la targa di merito, il sindaco di Casalagrande Giuseppe Daviddi ha detto tra l’altro: “Ho trascorso una mattinata con il titolare di questa azienda e ho potuto toccare con mano l’entusiasmo che ha messo nella crescita di questa impresa. Si tratta peraltro di un’azienda che è partita da zero e che oggi tratta con diverse multinazionali ed esporta i suoi prodotti in tutto il mondo. Mi piacerebbe quindi farla conoscere ai nostri giovani e organizzare incontri nelle scuole per fare vedere a quali risultati può portare la volontà di inseguire i propri sogni e le proprie passioni”.
Gianluca Falleti ha aggiunto: “Sono onorato del riconoscimento ricevuto e ringrazio il Sindaco, l’amministrazione e tutta la comunità locale per avermi accolto così calorosamente. La nostra attività di ricercar volta al contrasto del coronavirus e dei virus in genere non si ferma. Con la pandemia che stiamo affrontando abbiamo infatti aperto una divisione Biomedicale e, presto, lanceremo altre importanti novità”.




