Posted by admin on Dic 12, 2020 in NEWS, PRESS | Commenti disabilitati su Nanoprom Chemicals brevetta Thermal Shield, la vernice che non brucia

Dalla ricerca Nanoprom Chemicals, azienda di Casalgrande (RE) specializzata nella produzione di vernici leggere, nasce una vernice innovativa che promette di rivoluzionare il mondo dell’aeronautica, dell’automotive (specialmente le auto elettriche), della sicurezza (vigili del fuoco in primis) e della stessa Formula 1.
Il nome dell’invenzione, già brevettata, è “Thermal Shield”, letteralmente “scudo termico”, e le sue caratteristiche basilari sono fondamentalmente due: non brucia e non diffonde calore.
A illustrare più nei dettagli il principio di questa vernice è lo stesso fondatore e titolare di Nanoprom Chemicals, Gianluca Falleti, che già con le sue vernici leggere fornisce aziende aeronautiche, aerospaziali e i principali team di Formula 1. Ora, intravede un grande futuro per quella che ha già definito “un’autentica rivoluzione nel mondo delle vernici e delle resine”. Per la sua applicazione sul carbonio e sugli altri materiali compositi, infatti, è prevista anche la versione “resina” di questa innovativa vernice.
“La particolarità di Thermal Shield – spiega Falleti – sta nella natura della sua formula molecolare, che è completamente inorganica, a differenza dei materiali ignifughi utilizzati attualmente, i quali contengono molecole organiche, quindi di per sé infiammabili. Il fatto che Thermal Shield sia a base di silicio e non contenga atomi di carbonio, invece, rende le performance di tale vernice eccezionali contro il fuoco e le fonti di calore, in quanto non sviluppa appunto alcuna fiamma. E c’è di più: essa funge da vero e proprio “scudo termico”. Ad esempio, grazie alla collaborazione con il laboratorio Crossfire di Gianlugi Creonti a Solarolo, in provincia di Ravenna, abbiamo già testato che solo 4 millimetri di applicazione su una lastra di carbonio o acciaio, abbattono il calore da una parte all’altra da 1000 gradi centigradi a 100 gradi, senza peraltro la produzione di fumi. E ricordiamo che, in una situazione come quella di un incendio, il pericolo per una persona è spesso più rappresentato proprio dal fumo che dalla fiamma viva”.
“Le applicazioni di Thermal Shield, di cui siamo attualmente alla versione 2.8, ma stiamo già lavorando alla 2.9 – prosegue Falleti – sono pressoché innumerevoli. I più grandi riscontri concreti si potranno avere ad esempio nel mondo dell’aeronautica. Per tutti i costruttori di aerei, il terrore è quello degli incendi che possono svilupparsi a bordo. Questa vernice ignifuga, applicabile ai motori e alle componenti potenzialmente infiammabili, ridurrebbe in modo sostanziale il pericolo dello sviluppo di incendi a bordo. Ma anche tutto il settore dell’automotive è potenzialmente interessato, specialmente quello più innovativo delle auto elettriche. Proprio queste vetture hanno molte più probabilità di sviluppare fiamme dalle loro batterie. L’applicazione di Thermal Shield abbatterebbe in modo sostanziale un simile rischio. Non da ultimo, consideriamo anche l’equipaggiamento di un soccorritore, ad esempio un vigile del fuoco, che con questa vernice applicata ai suoi guanti e alla sua tuta sarebbe molto più tutelato negli interventi. Analoghe considerazioni si possono fare per le porte tagliafuoco delle aziende. Poi, naturalmente, abbiamo intenzione di portare tale innovazione anche in Formula 1, nelle tute dei piloti ma non solo, per aumentare sempre di più la sicurezza di chi corre a oltre 300 km/h”.
E c’è di più. Per la produzione su larga scala di questa vernice innovativa (attualmente Thermal Shield è prodotta in piccole quantità presso Nanoprom Chemicals e Crossfire), Falleti sta pensando in grande, recuperando un sito storico della “motor valley” emiliana.
“La mia intenzione – aggiunge il patron di Nanoprom Chemicals – è quella di produrre Thermal Shield per tutto il mondo restando in Emilia Romagna. Per questo, abbiamo già preso accordi con Marco Fabio Pulsoni, attuale proprietario dell’ex stabilimento Bugatti Automobili, per trasferire qui, già nel giro di un anno, l’eventuale produzione su larga scala. Un’opportunità, quindi, non solo per la mia azienda, ma per l’intero territorio della nostra regione, per il quale prevediamo la creazione di diverse decine di nuovi posti di lavoro, vista la portata di questa grande innovazione”.
[Fonte:
https://www.confindustriaemilia.it/]
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Posted by admin on Dic 10, 2020 in NEWS, PRESS | Commenti disabilitati su F.1 NANOPROM Nasce Thermal Shield, la vernice che non brucia
A brevettarla è stata l’azienda Nanoprom Chemicals, che progettando la produzione su larga scala per l’aeronautica, l’automotive e la Formula 1 ha già opzionato gli stabilimenti ex Bugatti di Campogalliano (MO)

Dalla ricerca Nanoprom Chemicals, azienda di Casalgrande (RE) specializzata nella produzione di vernici leggere, nasce una vernice innovativa che promette di rivoluzionare il mondo dell’aeronautica, dell’automotive (specialmente le auto elettriche), della sicurezza (vigili del fuoco in primis) e della stessa Formula 1.
Il nome dell’invenzione, già brevettata, è “Thermal Shield”, letteralmente “scudo termico”, e le sue caratteristiche basilari sono fondamentalmente due: non brucia e non diffonde calore.

Gianluca Falleti il geniale animatore di Nanoprom
A illustrare più nei dettagli il principio di questa vernice è lo stesso fondatore e titolare di Nanoprom Chemicals, Gianluca Falleti, che già con le sue vernici leggere fornisce aziende aeronautiche, aerospaziali e i principali team di Formula 1. Ora, intravede un grande futuro per quella che ha già definito “un’autentica rivoluzione nel mondo delle vernici e delle resine”. Per la sua applicazione sul carbonio e sugli altri materiali compositi, infatti, è prevista anche la versione “resina” di questa innovativa vernice.

“La particolarità di Thermal Shield – spiega Falleti – sta nella natura della sua formula molecolare, che è completamente inorganica, a differenza dei materiali ignifughi utilizzati attualmente, i quali contengono molecole organiche, quindi di per sé infiammabili. Il fatto che Thermal Shield sia a base di silicio e non contenga atomi di carbonio, invece, rende le performance di tale vernice eccezionali contro il fuoco e le fonti di calore, in quanto non sviluppa appunto alcuna fiamma. E c’è di più: essa funge da vero e proprio “scudo termico”. Ad esempio, grazie alla collaborazione con il laboratorio Crossfire Srl di Gianlugi Creonti a Solarolo (RA), abbiamo già testato che solo 4 millimetri di applicazione su una lastra di carbonio o acciaio, abbattono il calore da una parte all’altra da 1000 gradi centigradi a 100 gradi, senza peraltro la produzione di fumi. E ricordiamo che, in una situazione come quella di un incendio, il pericolo per una persona è spesso più rappresentato proprio dal fumo che dalla fiamma viva”.

“Le applicazioni di Thermal Shield, di cui siamo attualmente alla versione 2.8, ma stiamo già lavorando alla 2.9 – prosegue Falleti – sono pressoché innumerevoli. I più grandi riscontri concreti si potranno avere ad esempio nel mondo dell’aeronautica. Per tutti i costruttori di aerei, il terrore è quello degli incendi che possono svilupparsi a bordo. Questa vernice ignifuga, applicabile ai motori e alle componenti potenzialmente infiammabili, ridurrebbe in modo sostanziale il pericolo dello sviluppo di incendi a bordo. Ma anche tutto il settore dell’automotive è potenzialmente interessato, specialmente quello più innovativo delle auto elettriche. Proprio queste vetture hanno molte più probabilità di sviluppare fiamme dalle loro batterie. L’applicazione di Thermal Shield abbatterebbe in modo sostanziale un simile rischio. Non da ultimo, consideriamo anche l’equipaggiamento di un soccorritore, ad esempio un vigile del fuoco, che con questa vernice applicata ai suoi guanti e alla sua tuta sarebbe molto più tutelato negli interventi. Analoghe considerazioni si possono fare per le porte tagliafuoco delle aziende. Poi, naturalmente, abbiamo intenzione di portare tale innovazione anche in Formula 1, nelle tute dei piloti ma non solo, per aumentare sempre di più la sicurezza di chi corre a oltre 300 km/h.

E c’è di più. Per la produzione su larga scala di questa vernice innovativa (attualmente Thermal Shield è prodotta in piccole quantità presso Nanoprom Chemicals e Crossfire), Falleti sta pensando in grande, recuperando un sito storico della “motor valley” emiliana. “La mia intenzione – aggiunge il patron di Nanoprom Chemicals – è quella di produrre Thermal Shield per tutto il mondo restando in Emilia Romagna. Per questo, abbiamo già preso accordi con il dott. Marco Fabio Pulsoni, attuale proprietario dell’ex stabilimento Bugatti Automobili, per trasferire qui, già nel giro di un anno, l’eventuale produzione su larga scala. Un’opportunità, quindi, non solo per la mia azienda, ma per l’intero territorio della nostra regione, per il quale prevediamo la creazione di diverse decine di nuovi posti di lavoro, vista la portata di questa grande innovazione”.
[ Fonte:
https://www.rmcmotori.com/ ]
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Posted by admin on Dic 3, 2020 in PRESS | Commenti disabilitati su Ecco le mascherine innovative che inquinano meno
Il Comune di Casalgrande ha ricevuto 2.000 mascherine ‘innovative’ dall’azienda ‘Nanoprom Chemicals s.r.l’ di Sant’Antonino che recentemente si era classificata al primo posto alla quarta edizione del ‘Premio Open Innovative Pmi’, evento ideato e organizzato da Grant Thornton con l’obbiettivo di premiare le piccole e medie imprese innovative italiane.
L’azienda chimica reggiana si era distinta, come già riferito dal Carlino, nella categoria sostenibilità ambientale per l’ideazione e la realizzazione di mascherine con un impatto nettamente minore rispetto a quelle tradizionali.
Il sindaco Giuseppe Daviddi ha visitato la Nanoprom Chemicals per incontrare personalmente il titolare Gian Luca Falleti e per complimentarsi del prestigioso riconoscimento.
“Ho potuto apprezzare – spiega Daviddi – come la Nanoprom sia una grande eccellenza, un’azienda cresciuta nel nostro territorio che ha saputo fare dell’innovazione e ricerca le proprie armi vincenti. Ha realizzato mascherine chirurgiche innovative dall’impatto di molto inferiore rispetto alle tradizionali”.
Falleti ha donato al Comune 2.000 delle loro mascherine che saranno utilizzate per gli addetti medici e volontari.
Matteo Barca
[Fonte: www.ilrestodelcarlino.it ]
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Posted by admin on Nov 22, 2020 in NEWS, PRESS | Commenti disabilitati su F1: Nanoprom lancia la barriera termica in carbonio

I ricercatori di Gian Luca Falleti hanno sperimentato nel laboratorio della Nanoprom Chemicals un nuovo prodotto che permette di cambiare i concetti noti sulla protezione delle superfici da una fonte di calore. Grazie al Polysil Thermal Shield 2.8 sarà possibile abbattere la temperatura che si genera da una fiamma viva fino al 65%. Vedremo monoposto con radiatori più piccoli e abbigliamento ignifugo in grado di resistere più a lungo nelle fiamme?
di Franco Nugnes
In Formula 1 la Nanoprom si è fatta un nome grazie al Polysil, la nanotecnologia al silicio di colore nero che già nel 2014 era stata adottata da molti team per migliorare la trasmittanza termica del cerchio e aiutare a portare le gomme nelle giusta finestra di lavoro.
Da allora è passato un po’ di tempo, ma la dinamica azienda di Sassuolo si è evoluta e ha fatto grossi investimenti in campo della chimica, tanto che ora è pronta a rivoluzionare non solo il mondo dei Gran Premi con una soluzione destinata a far discutere molto.
I ricercatori di Gian Luca Falleti, infatti, hanno studiato nel laboratorio della Nanoprom Chemicals un nuovo prodotto destinato a cambiare i concetti noti fino a oggi sulla protezione delle superfici da una fonte di calore.
Grazie al Polysil Thermal Shield 2.8 oggi è possibile abbattere la temperatura che si genera da una fiamma viva fino al 65%, modificando gli approcci ai canoni di raffreddamento e di sicurezza in un campo sterminato di applicazioni.
Falleti ha lavorato sui materiali più difficili da trattare come le fibre composite di carbonio e di vetro, per non parlare anche di kevlar e nomex.
La fibra di carbonio sottoposta ad alta temperatura di solito perde le sue caratteristiche di grande rigidezza e si delamina. I dati sperimentali che stanno emergendo, invece, sono semplicemente strepitosi tant’è che la soluzione della Nanoprom sta ottenendo le omologazioni per l’uso in campo aerospaziale.
Impregnare il carbonio in profondità è una delle problematiche affrontate, dato che è difficile veicolare del materiale tra una fibra e l’altra. Attraverso un pre-trattamento con un processo messo a punto da Nanoprom, i tecnici sono riusciti a penetrare nelle fibre del carbonio con il loro prodotto, eliminando al 100% le resine epossidiche.
Che vantaggio ha dato? Avere una resistenza straordinaria alla fiamma impensabile fino a oggi.
“Una paratia in carbonio di 4 strati – spiega Gian Luca Falleti – ha una capacità di abbattere lo scambio termico del 65% e ha una resistenza di oltre 100 minuti alla fiamma diretta. La prima cosa che si è notata a livello sperimentale è stata la totale mancanza di fumo generata dal composto. Se la temperatura della fiamma è arrivata a quasi 700 gradi, sulla parete superiore della paratia in carbonio non si sono raggiunti i 300 gradi dopo mezz’ora di esposizione alla fonte di calore”.
In che modo avete ottenuto questi risultati in laboratorio?
“Dopo aver laminato il carbonio con la nostra resina al silicio dotata di alcuni legami che sono ovviamente top secret, l’abbiamo introdotto nella macchina al plasma e con l’alto vuoto abbiamo potuto eliminare ogni forma di solvente che, diversamente, potrebbe alimentare la fiamma e rendere poco efficace la nostra protezione”.
“Grazie a Plasmatech e ai nostri collaboratori siamo riusciti a ottenere un grande risultato non solo sul carbonio, ma anche sulla fibra di vetro che può raggiungere una tenuta strutturale importante. Con il Polysil Thermal Shield non si registra alcuna delaminazione del carbonio: la trama resta invariata, senza danni né pieghe delle fibre. Non solo ma non c’è alcuna propagazione di calore, per cui l’alta temperatura si limita all’area subito prospicente la fiamma, ma non si estende alla lamina”.

Test con foglio di carbonio trattato da Nanoprom ed esposto a fiamma viva: il calore di 700 gradi non si propaga
Avete svolto degli esperimenti anche con 2 strati di kevlar e 4 di nomex, 2 per parte a copertura e che risultati sono emersi?
“Che dopo 1 minuto la superficie sottoposta a fiamma diretta manteneva una temperatura di 40 gradi, che poi è salita solo a 80 gradi dopo 2 minuti e si è stabilizzata intorno ai 100 gradi allo scadere dei 3 minuti”.
Inevitabile pensare subito agli indumenti ignifughi dei piloti che solo grazie a un diverso trattamento potrebbero consentire tempi di soccorso molto più lunghi in caso di incidente senza che il conduttore riporti alcuna ustione dovuta alle fiamme o al calore!
Ma restando al campo della F1 verrebbe da pensare quanto potrebbero essere miniaturizzati i sistemi di raffreddamento della power unit, riducendo le masse radianti a vantaggio di una minore resistenza all’avanzamento e, quindi, una maggiore velocità di punta. Non solo, ma le paratie anticalore sono usate anche per “vestire” il motore termico e favorire una migliore fluidodinamica all’interno delle pance. Dunque oltre all’affidabilità si potrebbero cercare le prestazioni.
Un’altra zona sensibile è quella della batteria dell’ibrido: la famosa “valigetta” in carbonio che si trova sotto al serbatoio e al sedile del pilota potrebbe essere ancor meglio protetta e coibentata, visto che deve essere raffreddata. E, qui si apre subito un collegamento diretto con il mondo dell’automotive. Sarà interessante capire chi per primo saprà sfruttare questa nanotecnologia molto innovativa…
[Fonte:
it.motorsport.com ]
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Posted by admin on Nov 22, 2020 in NEWS, PRESS | Commenti disabilitati su Nanoprom Chemicals vince il premio “Open Innovative PMI”
L’azienda reggiana è stata premiata da Bernoni Grant Thornthon per le sue mascherine chirurgiche “eco friendly”, che garantiscono “un impatto nettamente minore rispetto a quelle tradizionali”.

Mascherine sì, ma con una particolare attenzione all’ambiente. Grazie a questa intuizione l’azienda reggiana Nanoprom Chemicals, specializzata nella produzione di vernici leggere per diversi settori (dai sottomarini, all’aeronautica, alla Formula 1), si è aggiudicata la quarta edizione dell’Open Innovative PMI, il premio che Bernoni Grant Thornthon (“member firm” di Grant Thornton International Ltd, network presente in oltre 140 paesi nel mondo) assegna annualmente alle innovazioni provenienti dalle piccole medie imprese italiane.
Per la categoria “Sostenibilità Ambientale” (le altre categorie premiate erano “Ricerca, innovazione e digitale” e “Resilienza al covid-19”, assegnate rispettivamente a un’azienda leccese e a una bolognese), Nanoprom Chemicals S.r.l. si è affermata, come recita la motivazione ufficiale, “per l’ideazione e la realizzazione di mascherine chirurgiche con un impatto nettamente minore rispetto a quelle tradizionali. Nanoprom Chemicals S.r.l. opera nella ricerca e nell’applicazione industriale dei nano materiali e sviluppa nanotecnologie a servizio di industrie altamente specializzate. Ha sviluppato, per esempio, Polysil, materiale apprezzato per la resistenza e impiegato in vari settori, dalla Formula1, alla industria navale, passando per l’ambito militare”.
“Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento – commenta Gianluca Falleti, fondatore e titolare di Nanoprom Chemicals – perché rende merito a un progetto sul quale abbiamo investito notevoli risorse fin da quando è iniziata la pandemia da coronavirus. Durante il lockdown della scorsa primavera, anche la nostra azienda, come tante altre, ha dovuto ripensare in parte la propria attività. Decidemmo, a suo tempo, di investire in ricerca sulle mascherine, per creare indipendenza produttiva e innovazione. Gli sviluppi di questi mesi sono stati tanti. Il riconoscimento ricevuto si riferisce alle nostre mascherine chirurgiche monovelo, che in quanto tali hanno un impatto ambientale 4 volte minore rispetto a quelle tradizionali, oltre ad essere più leggere e a garantire un maggiore comfort nella respirazione. In altri termini, 1 milione delle nostre mascherine impatta come 4 milioni di quelle tradizionali, abbattendo l’inquinamento del 75%.
La riduzione di materiale per le nostre mascherine è possibile grazie alla ricerca che abbiamo realizzato sui materiali, sviluppando una mascherina certificata CE in poliestere e cellulosa, anziché in polipropilene come quelle tradizionali”.
Le novità da Nanoprom Chemicals non finiscono qui. Sempre in tema di mascherine, l’azienda reggiana ha sviluppato un “francobollo antivirale” che permette al personale sanitario (medici, infermieri) di indossare solo le mascherine FFP2 senza un’ulteriore mascherina chirurgica. Le FFP2 sono infatti definite “mascherine opportuniste”, perché non fanno entrare virus e batteri ma lasciano uscire tutto. Di qui la necessità, normalmente, di associarle alle mascherine chirurgiche. Il “francobollo” Nanoprom, invece, essendo trattato con una speciale vernice antibatterica e antivirale già certificata dal Tecnopolo di Mirandola (MO), permette di non dovere utilizzare la mascherina chirurgica, con il risultato di maggiore leggerezza per chi la indossa (0,5 grammi contro 3,5 grammi) e un impatto ambientale 8 volte inferiore rispetto a una protezione tradizionale.
“La nostra ricerca sulle mascherine non si ferma – conclude Falleti – tanto che sono imminenti altre importanti novità su questo tema. Attualmente, come Nanoprom siamo in grado di produrre 2,5 milioni di mascherine al mese e prosegue la nostra promozione valida in tutta Italia, che mette a disposizione le mascherine al prezzo di 0,40 centesimi l’una (anziché i 0,50 centesimi del prezzo “politico”) e, per le famiglie, gratis dal terzo figlio in poi”. Per ulteriori informazioni: vendite@nanoprom.it
Nanoprom Chemicals nasce nel 2011 a Sant’Antonio di Casalgrande (Reggio Emilia) su iniziativa
dell’imprenditore Gianluca Falleti. Fin da subito l’azienda si specializza nello studio e nello sviluppo di nanomateriali e vernici leggere. Poco dopo la sua fondazione, Nanoprom Chemicals lancia Polysil, prodotto premiato a livello internazionale (Qualitec Award 2011 al Seatec) e tuttora utilizzato in tutto il mondo per la protezione delle superfici a base polimerica (gelcoat e vernici), metalli, leghe e vetro. Oggi, Nanoprom è fornitore primario di vernici leggere e nanomateriali in diversi settori, dall’aeronautica, alla marina, alla Formula 1.
[Fonte:
www.rmcmotori.com ]
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Posted by admin on Nov 17, 2020 in EVENTS, NEWS, PRESS | Commenti disabilitati su Nanoprom, premiate le mascherine “leggere”
L’azienda specializzata in produzioni di vernici ha riconvertito la produzione e si è aggiudicata il podio dell’Open Innovative Pmi

di GIANPAOLO ANNESE
Mascherine ‘leggere’, più confortevoli da indossare e meno inquinanti quando vengono gettate via. Grazie a questa intuizione l’azienda Nanoprom Chemicals dell’imprenditore sassolese Gianluca Falleti, specializzata nella produzione di vernici leggere per diversi settori (dai sottomarini, all’aeronautica, alla Formula 1), si è aggiudicata la quarta edizione dell’Open Innovative Pmi, il premio che Bernoni Grant Thornthon (‘member firm’ di Grant Thornton International Ltd, network presente in oltre 140 paesi nel mondo) assegna annualmente alle innovazioni provenienti dalle piccole medie imprese italiane. Per la categoria ‘Sostenibilità Ambientale’ Nanoprom Chemicals si è affermata, come recita la motivazione ufficiale, “per l’ideazione e la realizzazione di mascherine chirurgiche con un impatto nettamente minore rispetto a quelle tradizionali”.
A esprimere orgoglio per il riconoscimento è lo stesso Falleti, fondatore e titolare della società.
“Durante il lockdown della scorsa primavera, anche la nostra azienda, come tante altre, ha dovuto ripensare in parte la propria attività – spiega – Decidemmo, a suo tempo, di investire in ricerca sulle mascherine, per creare indipendenza produttiva e innovazione. Gli sviluppi di questi mesi sono stati tanti”.
Il riconoscimento ricevuto si riferisce alle mascherine chirurgiche monovelo, “che hanno un impatto ambientale 4 volte minore rispetto a quelle tradizionali, oltre ad essere più leggere e a garantire un maggiore comfort nella respirazione. In altri termini, 1 milione delle nostre mascherine impatta come 4 milioni di quelle tradizionali, abbattendo l’inquinamento del 75%”. Una riduzione di materiale possibile grazie “alla ricerca che abbiamo realizzato sui materiali, sviluppando una mascherina certificata CE in poliestere e cellulosa, anziché in polipropilene”.
Ma le novità da Nanoprom Chemicals non finiscono qui. Sempre in tema di mascherine, l’azienda che ha sede a Sant’Antonio di Casalgrande ha sviluppato un ‘francobollo antivirale’ che permette al personale sanitario (medici, infermieri) di indossare solo le mascherine FFP2 senza un’ulteriore mascherina chirurgica.
“Le FFP2 sono infatti definite “mascherine opportuniste”, perché non fanno entrare virus e batteri ma lasciano uscire tutto. Di qui la necessità, normalmente, di associarle alle mascherine chirurgiche. Il ‘francobollo’ Nanoprom, invece, essendo trattato con una speciale vernice antibatterica e antivirale già certificata dal Tecnopolo di Mirandola, permette di non dovere utilizzare la mascherina chirurgica, con il risultato di maggiore leggerezza per chi la indossa (0,5 grammi contro 3,5 grammi) e un impatto ambientale 8 volte inferiore rispetto a una protezione tradizionale”.
[Fonte:
www.ilrestodelcarlino.it ]
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