Mercedes Nera, Una Scelta Che Non È Solo Markerting (C’entra Il Cx)
Il coefficente aerodinamico migliora con il nero opaco
di Paolo Ciccarone

Unire l’utile al dilettevole. Per Mercedes l’utile è il messaggio sociale contro il razzismo e colorare di nero la monoposto di Hamilton e Bottas. Una scelta coraggiosa e importante con un simbolo forte, il colore, che da frecce d’argento ha trasformato le frecce nere della Stiria in questo avvio di mondiale. Come spesso succede, però, a una scelta di marketing e comunicazione, fa seguito una scelta tecnica. Ovvero, deciso di dover colorare la monoposto in un certo modo, quale vantaggio possiamo ottenere? E qui scatta il genio di Mercedes e dei suoi tecnici, perché il nero usato per dipingere le monoposto ha anche una finalità diversa. Si chiama aerodinamica e vi spieghiamo il perché. Da tempo si parla dei problemi di temperature delle vetture tedesche e il nero, a prima vista, non farebbe che peggiorare le cose. Se non fosse che lo speciale trattamento crea una temperatura superiore sullo strato superficiale che, nel momento di azione, ovvero di penetrazione dell’aria, quello che sembra uno svantaggio è in realtà un vantaggio. L’aria è un fluido e a contatto con le superfici della vettura crea dei micro vortici. Questi vortici sono tanto più fitti quanto più è densa l’aria. Ergo, per diminuire i filetti fluidi e diminuire i micro vortici, servirebbe riscaldare l’aria per renderla meno densa. E qui scatta il bello con il trattamento vernici. In Italia la Nanoprom ha portato avanti da anni lo sviluppo di queste micro particelle sviluppando la nanotecnologia delle vernici, che oltre ad essere leggere hanno due funzioni: dispersione del calore e quindi a protezione dei vari accessori sulle monoposto, e un irraggiamento tale da rendere lo strato esterno un conduttore fenomenale. Partendo da questo principio, anche la Mercedes ha sposato la linea delle colorazioni speciali, scegliendo però il lucido (che è più facile da pulire rispetto all’opaco) , mentre l’opaco è stato introdotto sulla Red Bull che ha sempre usato delle pellicole e del trasparente opaco, più facile da pulire e rimuovere, mentre la Ferrari l’anno scorso ha scelto di verniciare in opaco la sua monoposto, coi problemi legati alla pulizia su questa scelta. Un colore opaco riflette meno e assorbe più calore, riduce la presenza di impurità raccolte in pista, ma è un colore che smaltisce meglio il calore pur assorbendone di più e con questo aumenta la penetrazione aerodinamica. Vi alleghiamo un report dell’ingegner Jean Claude Migeot con i risultati ottenuti in galleria del vento su studi con le vernici Nanoprom:
Please find attached the Nanoprom test results,
With seven tests on three different set-ups, we
found a reduction in Cx ranging from 0.2 to 0.5%. This
corresponds to an average reduction in Cx amounting to
approximately 0.8%. The measurements are reasonably
repeatable and all constitute improvements, so it can be said that
there is an effect and it is measurable. Among other things, it
is more or less quantifiable as due to a reduction in the friction
coefficient amounting to around 10%, which is similar to results
obtained for flat bases and on pipes with tests which Nanoprom
has had carried out by a university (Trieste, I think) and another institution.
Jean Claude Migeot
In pratica, usando il tipo di vernici speciali e la colorazione opaca, si ha un miglioramento del Cx che arriva allo 0,8 per cento, ovvero quasi un punto e la riduzione dell’attrito porta a un meno 10 per cento. Ecco perché dopo la Red Bull e la Ferrari, anche la Mercedes si è convertita alla colorazione diversa e per giunta con un nero che accumula calore, ma rende più fluida l’aria, quindi riducendo l’attrito e i micro vortici sulla carrozzeria migliorando la penetrazione aerodinamica. Qualcuno dice che abbiano migliorato di 1 punto di Cx, che a quelle velocità è davvero tanto. Quando si dice unire l’utile al dilettevole…
[ Fonte: gazzettadiparma.it ] Read MoreUna Pellicola Antibatterica Per Superfici Contro Il Covid-19

Lo scorso 17 aprile l’Emilia-Romagna ha varato la realizzazione di un bando finanziato con 4,2 milioni di euro. L’obiettivo? Incentivare le aziende emiliane nella realizzazione di brevetti in grado di contrastare e prevenire la diffusione del Coronavirus. Nel prossimo numero della rivista bisettimanale “Quindici”, in uscita giovedì 28 maggio, la sezione economica approfondirà i progetti finora ammessi al contributo: trenta su un totale di 199 per un valore di 3,1 milioni di euro. Un’anticipazione del progetto di Gianluca Falleti.
«Dall’approvazione della domanda abbiamo un tempo limite di sei mesi per la realizzazione del progetto», ragiona Gianluca Falleti, fondatore e titolare dell’azienda Nanoprom di Sassuolo. La proposta di Falleti, che ha ottenuto la quota massima del contributo regionale, prevede la sperimentazione e realizzazione di pellicole antibatteriche e antivirali rimovibili da applicare alle superfici per ridurre il rischio di contaminazione. «È un tipo di vernice che a contatto con l’acqua – spiega – fa sì che questa si comporti come il mercurio, scivola completamente lasciando la superficie asciutta». Il brevetto della Nanoprom è stato applicato anche in Formula 1, aeronautica, sottomarini e satelliti. La tecnologia messa in campo dall’azienda sassolese punta sull’utilizzo di Polysil, un particolare rivestimento, che una volta applicato, garantisce il ripristino del gloss a valori simili a quelli della superficie nuova, un’ottima resistenza alla corrosione e un’elevata durezza. Inoltre le superfici diventano resistenti allo sporco, grazie alla riduzione della tensione superficiale. Polysil, inoltre, possiede le stesse qualità del vetro. In questo modo le superfici sia in gelcoat, vetroresina, metallo o altri substrati possono venire recuperati o preservati dall’usura, in modo resistente e omologo al materiale sul quale si posa.
«Una superficie asciutta – continua l’impresario sassolese – è un ambiente privo di forme di vita, dove un virus difficilmente riesce ad attaccarsi ma, soprattutto, a sopravvivere senza un habitat naturale». Il rapporto qualità-prezzo? «La pellicola costerebbe circa 4,50 euro al metro quadro. E uno dei nostri obiettivi è raggiungere gli ambienti scolastici». Falleti spiega, poi, quali sono le tre caratteristiche fondamentali di Polysil, a breve utilizzato anche nella lotta al Covid-19: «Riduzione degli attriti e progressivo aumento della scorrevolezza dei materiali; facilità nel mantenere pulite le strutture esterne e interne; maggiore risparmio nei costi di manutenzione e conseguente minor impatto ambientale, nei diversi ambienti dove i materiali vengono impiegati, cioè acqua e aria».
Non è la prima volta, tuttavia, che Falleti scende in campo contro il Coronavirus. Ad aprile, con la stessa tecnologia, aveva iniziato a produrre fino a 150mila mascherine al giorno al prezzo di 61 centesimi. Si trattava di dispositivi di protezione monouso costituiti al 55% da cellulosa. La novità delle mascherine prodotte dalla Nanoprom consiste, tuttora, non solo nella sanificazione ai raggi uv, ma nell’utilizzo di un idrorepellente in grado di garantire una maggiore protezione. Le mascherine, durante il lockdown, venivano distribuite gratuitamente sia alla Croce Rossa che alla protezione civile tra Castellarano, Sassuolo e Scandiano.
[Fonte: https://incronaca.unibo.it/ ]
Read MoreNanoprom dona 1000 mascherine alla Casa Circondariale di Brescia Nerio Fischione
Ieri la Nanoprom, sempre in prima linea per il sociale in questo periodo difficile, ha donato 1000 mascherine alla Casa Circondariale di Brescia Nerio Fischione.
#nanoprom #donazione #pushyourlimits #mascherine #mascherinepertutti

Nanoprom dalla F1 ad eccellenza nella lotta al Covid19
Nanoprom con orgoglio e soddisfazione annuncia d’aver ricevuto tutta l’autorizzazione completa ed ufficiale dall’ Ist Superiore Sanità.

Nanoprom è quindi tra le 22 aziende in Italia (su 903 domande presentate) ad avere ottenuto il parere favorevole per la produzione, commercializzazione ed utilizzo delle mascherine medicali con la procedura in deroga redatta per il Covid 19. E’ un risultato molto importante perchè testimonia in via ufficiale la serietà adottata dall’azienda per realizzare un prodotto affidabile e performante. Questa approvazione ci incoraggia molto perchè, in un momento difficile come questo, la mascherina medicale monouso è probabilmente lo strumento principe, insieme alle distanze, per aiutare il limitare dei contagi nella fase 2.

Siamo contentissimi di aver ottenuto l’approvazione a produrre perchè il modello di Nanoprom è diverso da quello di tutte le altre mascherine medicali fatte con il classico elastico dietro alle orecchie: PROTECT EASY permette infatti di coprire il viso in modo più esteso e sopratutto da la possibilità di adattare la mascherina in base alla forma del viso; la larghezza regolabile, la fascetta coprinaso e l’adesivo sottomento sono infatti adattabili dall’utilizzatore in base alle proprie forme e questo rende la mascherina più comoda per essere indossata anche per tempi prolungati, così come probabilmente dovremo abituarci a fare per un po’. Siamo molto contenti che questo modello sia stato capito e approvato dall’ISS: la sicurezza prima di tutto.

Da qualche giorno abbiamo avuto conferma della fase due e sappiamo che molte aziende riapriranno nelle prossime settimane con la volontà di dotare i dipendenti e i clienti di idonee protezioni: il reperimento di mascherine è per questo un requisito indispensabile. Stiamo cercando di accontentare tutte le richieste anche per rifornire chi aveva ipotizzato le lavabili/riutilizzabili e che si è reso conto un po’ all’ultimo di non essere in realtà organizzato per garantire le operazioni di lavaggio in modo sicuro e senza dare responsabilità e incombenze di lavaggio al dipendente. Siamo contenti di aver scelto di investire nella realizzazione di mascherine monouso perchè capiamo che, ora più che mai, la responsabilità di garantire una sanitizzazione adeguata non può essere lasciata al dipendente e, d’altro canto, molte aziende non sono attrezzate ed organizzate per gestire i lavaggi internamente. Stiamo già pensando a soluzioni future eco-sostenibili ma al momento l’unica risposta che ci sentiamo di dare è quella di un prodotto monouso che non lasci spazi al dubbio o alla responsabilità.
Per quanto riguarda il costo massimo imposto, Nanoprom aveva già deciso dall’inizio di vendere le mascherine a prezzi minimi anti-sciacallaggio, per cui l’azienda è già pronta a far fronte a condizioni con margini assolutamente ridottissimi.
In questi giorni è molto difficile ragionare con lungimiranza ed elementi oggettivi nelle attività di R&D che rappresentano il mio lavoro. Devo però ammettere che in Nanoprom stanno nascendo altri progetti intelligenti ed ambiziosi per provare a tenere testa alle esigenze che emergeranno post-emergenza, e questo è incoraggiante.




